La Rete degli studenti segnala casi di 'uso improprio' del voto in condotta a Padova, Roma, Lombardia e Piemonte: "Serve un'applicazione più rigorosa"
Roma, 22 gennaio 2009 - Il ministero dell’Istruzione deve tenere sotto controllo l’utilizzo del voto in condotta per verificare che la normativa venga rispettata e che non si trasformi in strumento punitivo: a chiederlo è la Rete degli studenti, a seguito di alcune segnalazioni giunte all’associazione da Padova, Roma, dalla Lombardia e dal Piemonte riguardo a casi “di uso assolutamente improprio” del voto in condotta.
Secondo l’associazione studentesca si tratta di “episodi assurdi” che accadono in un “clima da Far-west” e che meritano di essere evidenziati per chiedere il rispetto di “rigore e responsabilità”: in base a quanto riporta la Rete degli studenti all’istituto Albertelli di Roma, “il voto in condotta influirà sulla partecipazione alle gite, mentre all’Augusto verranno penalizzati gli studenti che hanno partecipato alle mobilitazioni contro il decreto Gelmini”.
Per gli studenti si tratterebbe di “azioni improprie, contro le quali combatteremo: i dirigenti scolastici - continuano - non possono ergersi a giudici e persecutori, è una logica che non aiuta a crescere e diffonde un senso sbagliato delle regole di cittadinanza e di convivenza democratica. Chiediamo che, come è successo in Veneto, il ministero tenga sotto controllo l’utilizzo del voto in condotta, facendo si che la normativa venga rispettata.”.
Più che la legge, la Rete sembra quindi osteggiare la sua mancata esatta applicazione: “ricordiamo - fa sapere l’associazione capitanata da Luca De Zolt - che il voto deve tener conto del percorso che lo studente fa, e non di episodi specifici, non fa media con gli altri voti, e deve essere dato in maniera collegiale per ogni singolo studente: non possono esistere punizioni collettive”.
Per gli studenti non devono essere assolutamente “privilegiate le soluzioni che permettano una crescita degli studenti e una riparazione degli errori: il voto come certificazione del danno non fa bene a nessuno”. Nei giorni scorsi la Rete degli studenti aveva già contestato l’introduzione del ritorno del voto sul comportamento, che da quest’anno farà media assieme alle materie e provocherà l’automatica bocciatura quando il Consiglio decreta il 5, sostenendo che il testo del decreto ministeriale metterebbe nelle mani dei docenti un potere eccessivo: quello di “utilizzare il voto in condotta per far variare le medie scolastiche in maniera del tutto discrezionale”.
”Come se non fossimo già abbastanza soffocati dai favoritismi - aveva detto il rappresentante dell’associazione studentesca - la Gelmini concede ai docenti di usare la scala da 6 a 10 per il voto in condotta, che può portare all’insù o all’ingiù le medie a prescindere dai risultati scolastici”.