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INCHIESTA 'COGNE BIS'

Chiesto il rinvio a giudizio per la Franzoni

La Procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio per il reato di calunnia ai danni di Ulisse Guichardaz nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta ‘Cogne bis’

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annamaria franzoni Torino, 26 gennaio 2009 - La Procura di Torino ha chiesto il rinvio a giudizio di Annamaria Franzoni per il reato di calunnia ai danni di Ulisse Guichardaz nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta ‘Cogne bis’. Nello stesso procedimento è stato chiesto il rinvio a giudizio per frode processuale nei confronti di uno dei tecnici della difesa di Annamaria Franzoni, Eric Durst. I magistrati torinesi hanno invece chiesto l’archiviazione per tutti gli altri indagati, tra i quali ci sono anche il marito della Franzoni, Stefano Lorenzi, e l’ex avvocato della donna, Carlo Taormina.

 

L’inchiesta era stata avviata nel novembre del 2004 a seguito della denuncia nei confronti di Guichardaz da parte della Franzoni, poco dopo la condanna in primo grado emessa a carico della mamma del piccolo Samuele Lorenzi, ucciso a Cogne il 30 gennaio del 2002. La Procura di Torino ipotizzava una presunta falsificazione delle prove nell’ambito delle indagini difensive condotte dai legali della Franzoni e dai loro consulenti.

 

"Pur essendoci elementi indizianti, abbiamo ritenuto che il quadro fosse contraddittorio e non consentisse di sostenere l’accusa a dibattimento". È quanto ha dichiarato il procuratore Marcello Maddalena a proposito delle nove richieste di archiviazione nell’ambito del procedimento "Cogne bis". Maddalena, che ha condotto le indagini con i magistrati Anna Maria Loreto e Giuseppe Ferrando, ha parlato di "oggettiva incertezza" aggiungendo che "se ci fosse ancora la formula dell’insufficienza di prove sarebbe stato questo il caso in cui utilizzarlo" e che "se l’ordinamento precedesse la calunnia colposa non avremmo avuto dubbi sul rinvio a giudizio anche di altri indagati".

 

Sulla richiesta di rinvio a giudizio di Anna Maria Franzoni ha pesato la condanna per omicidio confermata in appello e anche in Cassazione emessa nei confronti della mamma di Samuele Lorenzi, e, dunque, la consapevolezza che la donna, in quanto colpevole, avrebbe avuto nel momento in cui sporgeva denuncia per omicidio nei confronti di Guichardaz.

 

"Esistono sicuramente margini di possibile rilevanza sotto il profilo della responsabilità civile - ha detto Maddalena citando la conclusione dell’ordinanza con la quale la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio - verso chi ha oggettivamente calunniato il povero Guichardaz".

fonte agi










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