Il figlio di Calisto Tanzi, ex proprietario di Parmalat, è stato condannato dal Tribunale penale federale per complicità in amministrazione infedele e riciclaggio
Roma, 26 gennaio 2009 - Stefano Tanzi, figlio di Calisto Tanzi, ex proprietario di Parmalat, è stato condannato in Svizzera, a Bellinzona, a 720 ore di lavoro di pubblica utilità per complicità in amministrazione infedele e riciclaggio. La condanna è stata inflitta dal Tribunale penale federale (Tpf), secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa elvetica Ats. La Corte non ha considerato l’accusa di truffa per aver stornato 1,7 milioni di dollari versati dal fabbricante canadese Bombardier a Eliar.
Il co-imputato di Stefano Tanzi, un pilota italiano di 55 anni ed ex responsabile della società di trasporti aerei Eliar, controllata per il 97% da Parmalat prima del crack, dovrà invece scontare una pena detentiva di 18 mesi con la condizionale di due anni per ripetuta amministrazione infedele.
Per l’accusa di aver stornato 1,7 milioni di dollari versati da Bombardier a Eliar, il Tpf ha ritenuto che, aprendo un conto alla banca Paribas di Lugano a nome di Stefano Tanzi - conto chiamato Eliar per sviare i sospetti -, i due imputati non avevano commesso una truffa ma si erano resi colpevoli di amministrazione infedele, scrive l’Ats.
La somma rappresentava un rimborso parziale del prezzo di un aereo acquistato nel 1996 da Eliar per la Parmalat. Il velivolo non aveva l’autonomia di volo richiesta da Eliar, motivo per il quale era stato concordato un risarcimento tra le parti. L’accusa di riciclaggio di denaro - per il trasferimento della somma da un conto bancario all’altro - non è stata considerata per l’ex pilota di Eliar, per motivi di prescrizione. E’ invece stata riconosciuta nei confronti di Stefano Tanzi per un passaggio di fondi effettuato dopo il marzo 2002.