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Genchi: "Non ho archivi, il premier non c'entra"

"Bugie da pupari, ma di Berlusconi qualcosa so...". Il Pg della Cassazione: "Colpa di De Magistris. Il governo: "Quel consulente eseguiva gli ordini dell'ex pm di Catanzaro"

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Gioacchino Genchi, consulente di De Magistris (Ansa) ROMA, 27 gennaio 2009 - ANCORA De Magistris. E’ su di lui che torna a scatenarsi la bufera addensata su Gioacchino Genchi e il suo presunto archivio. Il 20 febbraio il magistrato dovrà affrontare davanti al Csm un procedimento disciplinare proprio per l’incarico troppo ampio dato al suo consulente tecnico Genchi. Un incarico che secondo il pg della Cassazione «implicava accertamenti e valutazioni del tutto estranei a quelli di un consulente tecnico» con «una abnorme delega di indagini riservate al pm».


Certo è che Genchi proprio non ci sta a far la figura del vaso di coccio tra vasi di ferro. «Io — contrattacca — non ho mai fatto in tutta la mia vita una sola intercettazione, nè legale nè tantomeno illegale. E non ho nessun archivio». «Questa storia — prosegue — è una colossale mistificazione, una operazione portata avanti da chi ha interessi ben precisi, da pupari che stanno dietro le quinte della politica». Manine maliziose che per far montar la panna hanno messo in giro ad arte nomi che non c’entrano nulla con i tabulati sui quali lui — sottolinea — ha lavorato solo secondo un preciso incarico ricevuto dalla procura di Catanzaro. «Minacce? Nessuna. La cosa che mi fa più paura è la dieta e la persona che temo di più è il mio dietologo. Non so se sono indagato».


«Con la vicenda Why Not — sottolinea Genchi — Berlusconi non c’entra. Tirarlo dentro facendogli credere che è stato intercettato è un modo come un altro per far sollecitare a Berlusconi iniziative che se deve adottarle le adotti pure, ma non c’entrano niente con questa storia. Perchè posso sì sapere delle cose su di lui ma non l’ho mai intercettato nè mi sono occupato di lui nell’ambito delle inchieste Why Not o Poseidone».


E non è solo questione di Berlusconi. Ma anche di Amato, Gabrielli, Spataro, De Gennaro. «Inserire in quell’elenco il nome di Spataro — prosegue — significava schierare contro De Magistris i tre quarti della magistratura. Ma Spataro non c’azzecca nulla. Come nulla c’entra De Gennaro, che qualcuno ha inserito sperando che poi lui avrebbe fatto fuori Genchi. Ma siccome De Gennaro è persona molto intelligente ha capito che era tutta una bufala...».

 

ED E’ INTERESSANTE la posizione del sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, che come il pg della Cassazione non se la prende tanto con Genchi ma su chi gli diede l’incarico. «Limitatamente alla posizione del consulente Genchi e all’attività da lui svolta per conto del Pm De Magistris — osserva il sottosegretario — la procura generale della Cassazione ha esercitato tre azioni disciplinari nei confronti del predetto magistrato. In particolare per un incarico relativo ad una utenza intestata alla Camera e di un incarico che implicava accertamenti e valutazioni del tutto estranei ai compiti istituzionali».


De Magistris causa di ogni male? Osserva Gaetano Quagliarello (Pdl) che se il Csm dovesse concludere che gli incarichi furono regolari, che «un materiale dannoso per la libertà dei cittadini possa essere stato raccolto da una procura in maniera legale, allora è evidente la necessità di una riforma». Come dire che il punto è ben altro che Genchi o De Magistris, ma prevenire che possa succedere ancora.

di ALESSANDRO FARRUGGIA

  • 27/01/2009 12:11
    giova
    Un caso montato ad arte per far passare il provvedimento sulle intercettazioni che berlusconi sta tenendo in caldo. Come al solito si cerca di far sembrare che esista un individuo che nel suo stanzino intercettava tutti gli italiani mentre Genchi è solo un bravo tecnico che ha permesso di sgominare centinaia di omicidi e crimini anche mafiosi grazie al suo lavoro. Piuttosto lo scandalo intercettazioni riguardava tronchetti e la sua banda oppure il sismi. Ma chiaramente tutto questo è stato messo a tacere perchè ai politici conviene.
  • 27/01/2009 15:26
    Arcangelo
    Secondo Quagliarello se uno fa le intercettazioni legalmente, allora ci vuole la riforma? Come dire che le intercettazioni non devono esistere! Se c'e` stato uno stupro, il magistrato non deve scoprirlo dalle intercettazioni. Ma, soprattutto, se c'e` stata qualche tangente, il magistrato non deve venirlo a sapere dalle intercettazioni. Non deve venirlo a sapere e basta, vero Quagliarello?
  • 27/01/2009 15:56
    Benito Russo
    Una frase di George Orwell tratto dalla fattoria degli animali dice "tutti gli animali sono uguali di fronte alle leggi ,ma i maiali sono più uguali degli altri".Invito tutti coloro che scrivono e leggono su questo blog , a riflettere su questa frase dell'on.Quagliarello che dice « un materiale dannoso per la libertà dei cittadini possa essere stato raccolto da una procura in maniera legale, allora è evidente la necessità di una riforma».La domanda è dannoso per chi? e se è legale ,basta una legge a renderlo illegale ? Meditiamo gente ,metidiamo....... la democrazia è in pericolo, la libertà di pensiero pure .
  • 28/01/2009 04:37
    chini carlo
    La vergogna non sono le intercettazioni, che vanno si regolate ,ma la durata dei processi e sicurezza di pena.Il sistema veramete deve essere migliorato. RLS
  • 28/01/2009 23:35
    John
    Io sto morendo di dolore, di depressione e di sconforto, un dentista mi ha rovinato e tra perizie e avvocati mi stanno facendo spendere un sacco di soldi, sono tre anni che vado per tribunale, ogni volta c'è un giudice diverso, oggi avevo una udienza , però il giudice aveva aderito allo sciopero, tanto è sempre la povera gente a soffrire, se avessi ucciso una persona mi avrebbero processato il gorno stesso, pero siccome si tratta della mia salute, non è importante,spero tanto che quando questa miserabile causa, che ha una causa certa, la mia vita e le mie sofferenze, sia finita, io sia gia' morto, almeno non morirò di vergogna. Perchè non intercettano me? Io vorrei essere intercettato, ogni istante della mia vita, mi sentirei piu al sicuro e piu tutelato, e sicuramente il mio datore di lavoro non mi ruberebbe lo straordinario, e sicuramente sarei piu tranquillo e vivrei piu a lungo. Di Pietro dove sei? Forse con te potrà cambiare qualcosa.
  • 29/01/2009 22:27
    Flavio
    Dispiace constatare che le mele marce sono ormai la maggioranza nel nostro paese. la giustizia è derisa dagli stessi organi destinati a proteggerla. lo scandalo maggiore è che non c'è differenza tra la destra e la sinistra oggi la casta nemmeno si nasconde più dietro il nobile velo dell'ideologia. siamo disarmati e primi di stimoli per reagire, un po' come la rana ormai cotta nell'acqua che da tiepida si fa bollente. la mia generazione ha visto la peggiore classe politica dell'ultimo secolo e temo, nello stesso tempo spero, anche del secolo in corso. Vorrei poter fare qualcosa di concreto ma temo che a questa metastasi non ci sia rimedio.
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