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GUIDONIA/ ESPLODE L'IRA POPOLARE SU INTERNET

"Rimandate in galera i due romeni
agli arresti domiciliari per lo stupro"
Su Facebook 63mila firme in un giorno

Gli aderenti al'iniziativa chiedono al Governo e al Parlamento di cambiare subito le leggi permissive che hanno permesso l'ultima indecenza. "Berlusconi, Alfano, Maroni e tutte le forze politiche di ogni colore non possono più fare finta di niente. Questa situazione è intollerabile"

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stupro di guidonia, arresti (ansa) Bologna, 1 febbraio 2009 - Esplode l'ira degli italiani contro l'indecente concessione degli arresti domiciliari a due dei sei criminali romeni autori del bestiale stupro di Guidonia. Alle 14 di oggi erano 63.001 i navigatori radunatisi in ventiquattro ore su Facebook, iscrivendosi al gruppo (il cui link è questo http://www.facebook.com/group.php?gid=47580576739&ref=ts ) per protestare contro l'ennesimo atto di inaccettabie ingiustizia.

 

Scrivono gli aderenti all'iniziativa: "C’era da immaginarselo, dopo appena tre giorni il gip Cecilia Angrisani ha concesso gli arresti domiciliari a Mugurel Goia e Ionut Barbu, i due romeni accusati di favoreggiamento dei loro quattro connazionali. A quanto pare, la dottoressa Angrisani, motiverà la sua decisione affermando che i due criminali in questione risultano ancora incensurati e che, quindi, sempre stando alla sua teoria, otterranno la sospensione condizionale della pena. Dire che avevamo ragione sarebbe troppo facile di fronte ad una decisione del genere e, per quanto mi riguarda, è l’ultimo dei nostri interessi e poi, diciamocelo francamente, visti gl’innumerevoli precedenti non era certo necessario essere Nostradamus per prevedere una decisione tanto aberrante. Purtroppo. Decisione che, guarda caso, è arrivata dopo la denuncia dei radicali Rita Bernardini e Marco D’Elia sulle presunte percosse che, i criminali in questione, avrebbero subito in carcere, e contestualmente all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Certo, saranno delle casualità ma, in quanto tali, ci sarà quantomeno concesso di prendere atto di quanto beffardo sia stato il destino.

Nel giro di quattro giorni siamo diventati 60.000, un numero che fa impressione per quanto è grande. Sì, perché 60.000 persone riempiono una piazza od uno stadio, sono gli abitanti di una città medio-grande, insomma, è un numero che non passa inosservato, che non si può ignorare. Proprio come non si può ignorare ciò che, ahinoi, ci ha uniti, in questo gruppo: la percezione che, nel nostro Paese, la giustizia non funzioni come dovrebbe, e la scarcerazione di quei due criminali infami ne è la triste dimostrazione.

Per questo continueremo, per quanto a noi possibile, a far sentire la nostra voce per chiedere:

- al Governo ed al Presidente Berlusconi d’impegnarsi ad inasprire, nel quadro della riforma della giustizia, le pene previste per il reato di violenza sessuale dall’art. 609 bis del codice penale

- al Ministro Alfano di valutare seriamente l’ipotesi d’inviare degli ispettori per verificare l’effettiva legittimità della decisione assunta dal gip Angrisani e per garantire che il processo si possa svolgere in piena serenità di giudizio

- al Ministro Maroni, affinchè valuti tutte le misure per arginare un fenomeno, quello dello stupro, che ha oggettivamente superato ogni livello di guardia

- ai Ministri Carfagna e Meloni, perché valutino tutte le misure per garantire la necessaria assistenza, da parte dello Stato, alle vittime di questo infame reato

- ai Ministri Frattini e La Russa, perché possano prendere precisi accordi con i paesi d’origine di questi criminali - in molti casi la Romania – affinchè scontino la pena non in Italia, ma nelle patrie galere

- ai Presidenti delle Camere, Fini e Schifani, ed a tutte le forze politiche presenti in Parlamento, di maggioranza ed opposizione, affinchè lavorino in un clima di massima e reciproca collaborazione al fine di ottenere, nei tempi più brevi possibili, tutte le misure necessarie ad affrontare e sconfiggere questa terribile piaga

Noi, anche a seguito dello stupro di gruppo avvenuto ieri in provincia di Cosenza, continueremo a mantenere alta l’attenzione nei confronti di un crimine, quello dello stupro, sul quale non si dovranno spegnere i riflettori. Almeno finchè non saranno adottate le misure necessarie per combatterlo, almeno finchè alle vittime non sarà garantita la massima assistenza, almeno finchè non sarà fatta giustizia.










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