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UN LIBRO RIAPRE IL CASO

"Indizi e sospetti sul suicidio Agnelli
E se Edoardo fosse stato ammazzato?"

Nel suo volume, Giuseppe Puppo riporta anche la notizia che poche settimane prima della morte, qualcuno cercò di fargli firmare un documento in cui gli si chiedeva di rinunciare ai suoi diritti di gestione in Fiat, in cambio di soldi e immobili

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Edoardo Agnelli Roma, 5 febbraio 2009- Giuseppe Puppo, autore del libro "Ottanta metri di mistero - La tragica morte di Edoardo Agnelli" (Koinè edizioni), con prefazione di Ferdinando Imposimato, ha rilasciato un'intervista al settimanale ‘Visto', pubblicata nel numero in edicola da domani .

 

Il 15 novembre del 2000 il corpo del figlio di Gianni Agnelli venne trovato sotto un viadotto della Torino-Savona, in provincia di Cuneo. In tempi brevissimi gli investigatori coinclusero che si trattava di suicidio, a otto anni di distanza puppo solleva alcuni inquietanti interrogativi.

 

Puppo parla di "indizi e sospetti che mi portano a pensare che Edoardo Agnelli sia in realtà stato ucciso, mettendo in scena il suo suicidio". Nel volume si sottolinea, fra l’altro, che "nessuno ha visto Edoardo Agnelli buttarsi da quel viadotto, in un tratto dell’autostrada dove transitavano otto macchine al minuto", ricordando che "in quel periodo, Edoardo Agnelli zoppicava e usava il bastone: ci avrebbe messo almeno due minuti ad arrampicarsi sul parapetto dell’autostrada per buttarsi di sotto, aumentando le probabilità di essere visto", seguono poi la rapida rimozione e sepoltura del cadavere, senza autopsia; le condizioni del corpo, con bretelle allacciate e mocassini ai piedi, nonostante un volo di 80 metri; la mancanza di indicazioni sulla scorta di Edoardo Agnelli. 

 

A ‘Visto' Puppo, elencando il materiale raccolto per il suo libro, afferma infine che "per ultimo, da ben tre fonti diverse ho raccolto una notizia inquietante. Poche settimane prima della morte di Edoardo, qualcuno cercò di fargli firmare un documento in cui gli si chiedeva di rinunciare ai suoi diritti di gestione in Fiat, in cambio di soldi e immobili. Edoardo, dopo essersi consigliato con alcuni amici, si rifiutò di sottoscrivere. Fu la sua condanna a morte?".










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