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I poliziotti scrivono a Napolitano:
"Preoccupati per l'ok alle ronde"

Nella lunga lettera, i rappresentanti del 90% degli agenti di polizia scrivono: ”Si ha la sensazione che, per la prima volta nella storia repubblicana lo Stato stia per rinunciare ad una delle sue funzioni più importanti ed irrinunciabili: la gestione della sicurezza”

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ronde Roma, 19 febbraio 2009 - I rappresentanti dei Sindacati di Polizia, a nome di oltre il 90% dei poliziotti italiani, hanno inviato una lettera al preisdente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella quale esprimono “a massima preoccupazione per lo stato dei lavori relativo al pacchetto sicurezza di imminente approvazione”.

“in particolare, - si legge - la volontà del Governo in carica di varare un’apposita normativa sul riconoscimento delle ‘ronde’, ossia squadre organizzate ed autogestite da privati cittadini, al di fuori di ogni controllo da parte dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, suscita grande e legittima perplessità”.


”Si ha la sensazione che, per la prima volta
nella storia repubblicana, - continua la lettera - lo Stato stia per rinunciare ad una delle sue funzioni più importanti ed irrinunciabili: la gestione della sicurezza”.
”Appaltando il servizio, - continua - che deve essere svolto nell’interesse generale e secondo regole espressamente previste dalla legge, e soprattutto con grande professionalità da parte di operatori qualificati ed esperti, visto che si tratta di intervenire sui diritti essenziali dei cittadini, a privati, che per forza di cose, non potranno mai garantire né la stessa qualità del servizio né soprattutto la professionalità necessaria”.


”Sarebbe un punto di non ritorno nella gestione della sicurezza le cui conseguenze non potranno non essere negative. Le rivolgiamo un accorato appello - conclude la lettera - affinchè le nostre legittime perplessità possano far ripensare quanti, in questi momento, stanno per prendere decisioni chiaramente sbagliate per il futuro del nostro Paese”.


La lettera al presidente della Repubblica è firmata dal vertice delle seguentio organizzazioni sindacali (Siulp; Silp-Cgil;Siap-Anfp;Ugl- Polizia; ConsapItalia Sicura; Coisp-Up-Fps-Adp-Pnfi-Mps.

 

SANTANCHE': SI' MA 'MISTE'

"La mia proposta di organizzare ronde miste con la presenza anche di immigrati regolari sta raccogliendo consensi tra molti sindaci che mi hanno chiamato stamane dopo aver letto l’articolo su Libero", afferma Daniela Santanchè leader del Movimento per l’Italia.
"Ben venga anche il suggerimento del ministro La Russa di avvalersi anche di ex appartenenti alle Forze dell’ ordine - aggiunge - come i tanti italiani che si dedicano al volontariato. Così non vedo dove sia lo scandalo".

 

 

GIULIA BONGIORNO: CONTRARISSIMA

La presidente della commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno, si dice «assolutamente contraria» alle «ronde», se con questo termine si intendono «squadre di cittadini armati con poteri simili a quelli delle forze dell’ordine». La violenza «va combattuta con la legalità, non con altra violenza».


In un’intervista al webmagazine
della fondazione Fare Futuro, la parlamentare sottolinea, fra l’altro : «Immaginiamo quali sarebbero le conseguenze se di queste squadre facessero parte i familiari delle vittime, animati da sentimenti di vendetta...».


 

 BOSSI:RONDE NEL DL? VEDIAMO DOMANI

Umberto Bossi difende la proposta delle ronde, ma non si sbilancia sulla possibilità di inserirle nel decreto che dovrebbe essere varato domani dal Consiglio dei Ministri: “Non ho parlato con Maroni, vediamo... Il Cdm può anche cambiare le cose”, dice in Transatlantico. ”Le ronde sono una bella cosa”, perchè così, spiega Bossi, “la gente si muove e si rende conto delle difficoltà, altrimenti la gente vuole, vuole, vuole...”.

 

LA RUSSA: MEGLIO DDL CHE DECRETO

Meglio un disegno di legge che un provvedimento di urgenza. La questione delle ronde è un problema delicato ed è meglio quindi che il Parlamento ne discuta in maniera approfondita. È l’opinione del ministro della Difesa, Ignazio La Russa, sul decreto legge legato all’emergenza stupri che il Consiglio dei ministri dovrebbe varare domani. La Russa si dice favorevole all’introduzione delle cosiddette ronde ma piuttosto che in un decreto legge le vorrebbe in un Ddl.


Però, spiega il ministro della Difesa a Cracovia dove si trova per il vertice informale dei ministri della Difesa della Nato, se il Consiglio dei ministri dovesse decidere per la decretazione di urgenza non si opporrebbe. Metterebbe però delle condizioni: le ronde dovrebbero svolgere un’azione solo di allerta e potrebbero operare solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione dal sindaco e dal prefetto. E ancora: per il ministro sarebbe meglio che le ronde fossero guidate da ex appartenenti alle forze di polizia o ex militari. In ogni caso i partecipanti alle ronde dovrebbero avere dei requisiti fondamentali: avere l’età per votare al Senato ed essere naturalmente incensurati.










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