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STUPRO DI SAN VALENTINO

Il 36enne romeno: "Sono innocente
Io queste cose non le faccio"

Interrogato nel carcere di Regina Coeli dal pm Vincenzo Barba: "Quel pomeriggio ero a casa, nel campo di Torrevecchia, con i miei amici"

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I due romeni fermati per lo stupro di San Valentino a Roma (Prisma) Roma, 19 febbraio 2009  - "Io queste cose non le faccio. Quel pomeriggio ero a casa, nel campo di Torrevecchia, con i miei amici". Ha respinto ogni accusa Karol Racz, il 36enne romeno, interrogato nel pomeriggio nel carcere di Regina Coeli dal pm Vincenzo Barba nell’ambito dell’inchiesta sullo stupro nel Parco della Caffarella di sabato scorso.

 

Racz, assistito dall’avvocato Lorenzo Lamarca, per circa un’ora, ha negato qualunque responsabilità nonostante sia stato tirato in ballo da Alexandru Isztoika Loyos, connazionale di 20 anni: "Sì lo conosco - ha ammesso al pm - ma non so perchè mi abbia coinvolto".

 

Il romeno, che non ha saputo dire con quali persone si trovasse il giorno di San Valentino, quando fu stuprata la 15enne e picchiato il suo fidanzatino di 16, ha poi giustificato la sua presenza a Livorno, poche ore dopo l’aggressione: "Ero alla ricerca di un lavoro, sapevo che da quelle parti c’era la possibilità di trovare qualcosa. Non stavo scappando da nulla". Racz, che non presentava alla mano alcuna menomazione (come invece hanno riportato alcuni quotidiani), sarà interrogato domani assieme al suo connazionale dal gip Valerio Savio per la convalida dei fermi. All’atto istruttorio assisterà anche lo stesso pm Barba.

Fonte Agi










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