Il padre di Eluana aderisce alla manifestazione del 21 a Roma 'Sì alla vita, no alla tortura di Stato' e spiega: "I cittadini devono tutelare i loro diritti fondamentali". Replica di Quagliarello e Gasparri (Pdl)
Roma, 19 febbraio 2009 - "La legge sul testamento biologico che il parlamento si appresta ad approvare è una vera e propria barbarie. Una legge assurda e incostituzionale contro la quale è assolutamente necessario che i cittadini facciano sentire la propria voce e scendano in piazza a manifestare".
Con queste parole Beppino Englaro aderisce alla manifestazione ‘Sì alla vita, no alla tortura di Statò, che si svolgerà a Roma sabato 21 febbraio in piazza Farnese. Beppino Englaro parteciperà alla manifestazione attraverso un collegamento telefonico perchè «i cittadini, che hanno le idee molto più chiare dei nostri parlamentari, devono tutelare i propri diritti fondamentali che questa legge mette in discussione preparando il terreno per un vero e proprio Stato etico".
Se la legge in discussione in parlamento dovesse essere approvata, Englaro si augura una rapida abrogazione da parte della Corte costituzionale oppure quella del referendum sarà una via obbligata, vista la ‘manifesta anticostituzionalità di una legge che nega le libertà fondamentali dei cittadinì. "La decisione sulla propria vita deve essere affidata a chi la vive", ha concluso Beppino Englaro. L’intervento di Beppino Englaro si può ascoltare integralmente su www.micromega.net.
Immediata le reazioni del capogruppo e vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello: “Rattristano le parole di Beppino Englaro, che ha definito una barbarie il disegno di legge sul testamento biologico ancora in discussione al Senato e ha così offeso gratuitamente il Parlamento”.
”Il ddl Calabrò ha raccolto fino ad ora consensi e aperture di credito che vanno ben oltre la maggioranza che sostiene il governo - spiegano i due senatori del Pdl -. Un dramma personale, come certamente è stato quello di Eluana Englaro, non può essere usato per coprire un disegno politico. L’impressione, invece, è che il polverone che si sta sollevando contro il disegno di legge serva ad impedire un dibattito sui contenuti nella chiarezza delle rispettive posizioni, per non dire apertamente cos’è che si vuole in realtà: l’introduzione dell’eutanasia nel nostro Paese”.