Toyota -39,1%, Honda -33,5%, Nissan -54%. Particolarmente acuti i crolli della produzione negli Stati Uniti e in Europa
Tokyo, 25 febbraio 2009 - Per i gruppi automobilistici del Giappone il 2009 è iniziato con una ridda di contrazioni produttive sempre più acute. Flessioni che spaziano tra il 35 e il 50 per cento, o perfino oltre, e che rappresentano solo l’ultima testimonianza di quanto duramente la congiuntura negativa mondiale stia colpendo nel Sol Levante, dove i produttori subiscono anche il recente apprezzamento dello yen sul dollaro.
Per Toyota - la prima casa nipponica e che nel 2008 ha compiuto lo storico sorpasso sull’americana General Motors, diventando primo produttore mondiale - a gennaio la produzione è crollata del 39,1 per cento rispetto allo stesso mese di un anno prima, a quota 487.984 veicoli. In Giappone la flessione è stata pari al 34,6 per cento, sugli impianti all’estero di Toyota è risultata invece del 44,2 per cento.
Per la seconda casa dell’Arcipelago, Honda, che è anche prima al mondo sulle moto, a gennaio la flessione produttiva è stata pari al 33,5 per cento, a 226.551 veicoli. Particolarmente acuti i crolli della produzione negli Stati Uniti, meno 50,1 per cento, ed in Europa, meno 50,3 per cento, laddove in Giappone il calo è stato pari al 23 per cento.
Per Nissan, l’alleata della francese Renault e terzo gruppo dell’auto del Giappone, a gennaio la produzione è crollata del 54 per cento, a 145.286 veicoli. Pesantissimo il calo produttivo in America, meno 70,7 per cento. Infine per Mitsubishi a gennaio la produzione ha segnato un crollo del 53,9 per cento, e si tratta ormai dell’undicesimo mese consecutivo in cui mostra una contrazione su base annua.