Nella lista delle persone più ricche al mondo per trovare il primo italiano bisogna scorrere fino al 40esimo posto, con Michele Ferrero, mentre il premier è solo settantesimo. Sul podio anche Warren Buffett e Carlos Slim
Roma, 12 marzo 2009 - Il periodico statunitense “Forbes” ha pubblicato la lista delle persone più ricche del mondo. Il primo, nonostante la perdita di 18 miliardi di dollari, è il fondatore della Microsoft, Bill Gates, con un patrimonio di 40 miliardi di dollari, seguito al secondo posto dall’ex numero uno Warren Buffett (37 miliardi) e in terza posizione dal messicano nel business delle telecomunicazioni Carlos Slim (35 miliardi).
Il primo italiano a comparire nella classifica dei più ricchi è Michele Ferrero: il papà della Nutella si è piazzato al 40esimo posto con un patrimonio di 9,5 miliardi di dollari. Seguono a distanza, al 70/mo posto, Silvio Berlusconi e famiglia con 6,5 miliardi di dollari e Leonardo del Vecchio di Luxottica, al 71/mo posto con 6,3 miliardi. Per trovare altri italiani bisogna scendere alle posizioni piu’ basse della lista dei ricchi del pianeta. Primo tra questi ‘’ultimi’’ e’ Giorgio Armani al 224esimo posto con 2,8 miliardi.
Dalla quarta posizione in giù si incontrano il patron di Oracle Lawrence Ellison (22,5 miliardi), Inkvar Kamprad dei mobili Ikea (22), Karl Albrecht che controlla il gigante dei discount tedesco Aldi Sud (21,5), Mukesh Ambani nel settore petrochimico indiano (19,5), Lakshmi Mittal, il re dell’acciaio indiano (19,3), Theo Albrecht che è a capo dei discount tedeschi Aldi Nord (18,8) e al decimo posto lo spagnolo Amancio Ortega della catena di negozi di abbigliamento low-cost Zara (18,3).
Per via della crisi, sottolinea comunque “Forbes”, i Paperoni del mondo sono un po’ meno abbienti. Infatti, risultano avere una ricchezza media di tre miliardi di dollari, cioè, il 23 per cento in meno in un anno. Il mondo, si legge sempre su “Forbes”, ha attualmente 793 miliardari (in dollari), rispetto ai 1.125 di un anno fa: la maggior parte degli “impoverimenti” è da imputare, per il giornale Usa, alle perdite dovute agli investimenti finanziari.