Gli studenti ritornano sui banchi Gelmini: "Colloqui per la maturità "
Bertolaso: "L'Italia ha reagito bene". Il ministro dell’Interno: "Ora si apre la seconda fase: la ricognizione degli immobili". Verrà sentita Carmela, fuggita perché "tremava tutto"
Roma, 15 aprile 2009 - Sono quattro le province che accoglieranno nelle loro scuole, in alcuni casi fin da domani, la maggior parte della popolazione studentesca aquilana, per concludere l’anno scolastico. A Teramo, Pescara, Chieti e Ascoli Piceno, secondo primissime stime, all’incirca 2.541 studenti sfollati dalle zone del terremoto si aggiungeranno a quelli locali.
Sono 1.830 i ragazzi che frequenteranno le aule della costa teramana (832 nelle elementari, 454 nelle medie, 544 nelle superiori); 382 quelli che si aggiungeranno agli studenti di Pescara e Montesilvano (126 elementari, 81 medie, 175 superiori); 239 quelli presenti in provincia di Chieti (115 elementari, 56 medie, 68 superiori) e 90, infine, gli studenti in provincia di Ascoli.
BERTOLASO
"Noi non possiamo prevedere se il terremoto ci sarà ma possiamo monitorare il fenomeno e comprendere il livello di rischio” e quando il sisma arriva “l’unica possibilità è fare presto”. Con queste parole il capo della Protezione civile Guido Bertolaso si è rivolto a tutti gli abruzzesi spiegando che solo “uniti e veloci” si riuscirà a ripartire. E che, nel suo complesso, il sistema dei soccorsi si è dimostrato valido.
Bertolaso sottolinea, dopo le polemiche di questi giorni, che “tutti siamo stati da subito consapevoli della complessità e gravità del fenomeno” e che “abbiamo dimostrato che questo sistema di protezione civile è ‘il’ sistema efficace e coeso, originale e flessibile: un modello di made in Italy che sorprende il mondo”.
”Avremmo potuto mostrare un’Italia travolta dalla tragedia, fragile e divisa. Così non è stato - insiste Bertolaso -... L’italia ferita ha reagito nell’unico modo possibile: facendo sistema”. E’ stato così “demolito lo stereotipo dell’Italia arruffona, approssimativa e disinvolta” ed ha preso forma un “sistema straordinario di cui fanno parte i soccorsi e i soccorritori”. I media, racconta Bertolaso, hanno dato testimonianza di tutto questo “ma noi non ascoltiamo solo i media, ascoltiamo le persone”.
NESSUNA TASSA AI RICCHI
"È assolutamente infondato e del tutto falso che sia stata presa alcuna decisione in merito ad una tassa sui ricchi diretta a qualsiasi scopo". Lo precisa, in una nota, l’ufficio stampa di palazzo Chigi dopo la diffusione della notizia che tra le ipotesi per la ricostruzione ci sarebbe anche un contributo dai super-ricchi.
MARONI A BALLARO'
Ieri sera, intanto, il ministro dell’Interno Roberto Maroni, ha quantificato in 12 miliardi di euro le risorse necessarie alla ricostruzione riducendo quindi ad una minimalità il risparmio atteso da un accorpamento tra referendum ed elezioni europee. ‘Dobbiamo procedere a una rilevazione accurata e dettagliata dei danni - ha poi proseguito - con strumenti che all’epoca dell’Irpinia non c’erano’. ‘Solo dopo questa valutazione - ha proseguito il Ministro - sapremo quante sono le risorse. Il primo giorno dopo il terremoto Bertolaso disse ‘è peggio dell’Umbria’.
Allora ci vollero 12 miliardi di euro quindi stavolta la cifra sarà superiore ai 10 miliardi di euro che dobbiamo capire bene come fare per spendere’. ‘Al Ministero - fa sapere infine Maroni - daremo vita ad una struttura di controllo specifica per evitare infiltrazioni mafiose’.
Nell’Abruzzo squassato dal terremoto "si è conclusa la prima fase dell’emergenza e quasi 58.000 sfollati sono stati assistiti e sistemati: di cui 33.900 nelle 5.000 tende allestite dalla protezione civile. Ora si apre la seconda fase, più difficile: la ricognizione degli immobili".
Il ministro dell’Interno ha fatto il punto della situazione degli aiuti all’Aquila, ricordando il ‘modello Friuli' citato dal segretario nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni.
"Questo modello è l’obiettivo cui dobbiamo puntare", ha sottolineato Maroni, "in Friuli sono stati ricostruite case e campanili: capisco il forte senso d’identità della popolazione dell’Aquila che chiede di tornare nelle proprie case. E questo deve essere l’obiettivo".
L’intervento dello stato, "senza distinzioni", per fronteggiare l’emergenza terremoto a L’Aquila è stato "pronto e immediato". La risposta all’emergenza, ha detto Maroni, ha mostrato "il volto migliore dell’Italia, un paese che si mobilita, che presta soccorso h24, che fa tutto quello che serve per garantire un intervento immediato di soccorso e assistenza senza risparmiarsi. Parlo non solo della Protezione Civile e delle Forze dell’Ordine, ma anche dei tanti volontari e semplici cittadini che si sono offerto senza risparmio".
"Trovo giusto l’allarme lanciato dal procuratore Grasso e da Roberto Saviano circa la nascita del cosiddetto ‘partito del Terremoto', che va sicuramente evitata".
"Naturalmente - ha spiegato Maroni - dovranno essere responsabilizzati gli enti locali e tutte le articolazioni dello stato, ma soprattutto serve molto controllo". .
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