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TERREMOTO IN ABRUZZO

Via ai sequestri, sigilli a ospedale e Casa dello Studente

Il Procuratore: "Tempi brevi per individuare colpe e responsabili". La magistratura chiede l’aiuto dei cittadini: "Dateci foto e filmati". In azione ladri di macerie. "Vanno fermati"

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Terremoto in Abruzzo: le macerie di Onna (Ansa) L'Aquila, 16 aprile 2009 - UN NASTRO biancorosso e la polizia schierata per impedire l’accesso. L’ospedale della vergogna da ieri è a tutti gli effetti corpo di reato, posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria insieme con altri undici edifici assurti a simbolo della tragedia che ha colpito L’Aquila. Non solo edilizia pubblica, ma anche privata. I periti cercheranno tra le macerie la risposta ai tanti interrogativi e ai dubbi apparentemente inspiegabili: costruzioni che avrebbero dovuto resistere alla forte scossa (5.8) delle 3.32 del 6 aprile scorso si sono invece sbriciolate, in alcuni casi, come se fossero fatti di polistirolo, oppure sono implosi trascinando intere famiglie sotto cumuli di detriti.

COL San Salvatore la procura ha sequestrato la Casa dello Studente, altri due stabili sempre in via XX Settembre ai civici 79 e 123, il condominio Belvedere in via Gualtieri, le palazzine crollate in via D’Annunzio, via Sturzo, via San Marciano, il Catasto e il Palazzo di giustizia. Il procuratore Alfredo Rossini e il pool della procura che coordina le indagini hanno dunque impresso la prima accelerazione per accertare responsabilità. Vogliono capire se c’è stato dolo, incuria nella scelta dei materiali, se le imprese, i progettisti e i collaudatori hanno fatto il loro lavoro "a regola d’arte", come avrebbero dovuto, in ossequio alle norme anti sismiche, o se invece il bilancio pesantissimo di vite umane pagato dalla comunità aquilana sia da ascrivere a negligenza o addirittura peggio. I quasi 300 morti e i 65 mila sfollati pretendono giustizia.

"È UN’INDAGINE molto complessa la nostra, ma i tempi saranno ragionevolmente brevi" ha spiegato Rossini, che ha lanciato un appello a chi ha scattato foto o girato filmati delle macerie a collaborare, fornendo il materiale in loro possesso agli inquirenti. Anche dall’esame di questi elementi possono arrivare indicazioni utili.
"Continuamente ci sono piccoli sviluppi nelle indagini: i consulenti hanno fatto già degli esami e sicuramente qualcosa piano piano verrà fuori. Certo si tratta di un’ inchiesta dalle dimensioni enormi: pensate solo a quanti palazzi sono crollati e ai morti che ci sono stati. Avremmo dovuto fare un processo per ogni palazzo dove ci sono stati dei morti e vedere chi erano i responsabili, ma sarebbe stato un lavoro immenso e contraddittorio. Invece abbiamo cercato di farlo unitario per stabilire dei criteri uniformi".
Il procuratore ha spiegato che metodologicamente l’indagine ha preso subito in esame "quei palazzi costruiti quando c’era la normativa antisismica e che sono crollati lo stesso, mentre altri vicino sono rimasti in piedi. Una volta individuati, cerchiamo di fare un lavoro serio, ricostruendo tutta la filiera della costruzione, a partire dal momento dell’appalto".

È UNA CORSA contro il tempo quella dei magistrati e dei loro collaboratori anche perché, ha sottolineato Rossini "abbiamo il sospetto che qualcuno possa portare via ciò che resta degli edifici crollati, magari con dei camioncini: vogliamo conservare tutto quel materiale in un luogo adeguato, apparentemente si tratta di macerie senza valore ma potrebbero essere fondamentali per le nostre indagini".
Sotto altre macerie, invece, ieri gli uomini del Corpo forestale hanno trovato...una sorpresa. Su indicazione delle legittime proprietarie, due anziane signore, hanno scavato tra i resti delle loro abitazioni e recuperato a San Gregorio i classici risparmi della vita: ben 500 mila euro, in parte in contanti e in parte in titoli. Sembra una storia d’altri tempi. Un duro colpo per le banche.

dall’inviato LORENZO SANI










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