Nuova scossa di magnitudo 3.1alle 9,13. Intanto Bersani avverte: "Se Berlusconi vuole che la collaborazione post-terremoto continui venga in Parlamento prima di varare il decreto". Il Cavaliere: "Case confortevoli entro 5-6 mesi"
Roma, 20 aprile 2009 - Nuova scossa di terremoto in Abruzzo, vicino alle località Pizzoli, Barete e L’Aquila: secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia la terra ha tremato alle 9.13 con una magnitudo del 3.1 (profondità 10,1 km).
IL GOVERNATORE
"Abbiamo il 70% delle case agibili o agibili con piccoli interventi, ma temiamo che nessuno vi torni perché, in questo momento, il terrore fa premio su tutte le altre considerazioni e la gente ha ancora paura” di un ipotetico terremoto molto più catastrofico di quello già avvenuto, ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi.
L'APPELLO DI BERSANI
Pier Luigi Bersani lancia un avvertimento al Governo: “Noi non accettiamo - dice in una intervista al Messaggero - che vengano prosciugate tutte le risorse del Fas destinate al Mezzogiorno. Il prezzo sarebbe salatissimo, e non solo per il Sud”.
Il Partito democratico, spiega l’ex ministro dello Sviluppo economico - condivide la scelta di non mettere nuove tasse per finanziare la ricostruzione, ma “se Berlusconi vuole che la collaborazione (post-terremoto, ndr) continui venga in Parlamento prima di varare il decreto in Consiglio dei ministri. Abbiamo proposte alternative - annuncia l’esponente democratico - all’azzeramento delle riserve del Fas. Ma se ci volterà le spalle, si assumerà la responsabilità di rompere questa solidarietà”.
LA PROMESSA DI BERLUSCONI
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi torna a assicurare che “nel giro di cinque o sei mesi” saranno pronte “abitazioni assolutamente confortevoli” per gli sfollati dell’Abruzzo.
”La cosa importante adesso è che noi riusciamo, nell’opera di approntamento di nuove case e di ricostruzione, ad avere tempi brevi - afferma il premier ai microfoni di ‘Radio vaticana’ - perché la permanenza in tenda non può prolungarsi troppo. Dopo la prima parte, che è di novità, di speranza, di pericolo scampato, può subentrare una fase di malinconia o addirittura di disperazione, se non si vede il finale di questo soggiorno, che poi può anche dare luogo a sentimenti di rabbia. Questo noi lo sappiamo per le precedenti esperienze e quindi stiamo lavorando al progetto di questi nuovi insediamenti, che dovremmo fare con tecniche iper-moderne e che dovrebbero consentire di darci delle abitazioni assolutamente confortevoli nel giro di cinque o sei mesi”.
”Dal male, che è grande per i 300 morti, che è grande per le condizioni di disagio, che è grande per il lavoro improbo, immane di ricostruzione - dice ancora Berlusconi - sta venendo fuori anche un bene, che è un sentimento di solidarietà di tutti gli italiani, che superando qualsiasi divisione politica e anche regionale, si sono uniti in questa opera di solidarietà nei confronti degli altri cittadini italiani, che hanno subito questa tragedia. Si è rivelato un sentimento di orgoglio di essere italiani”.