Ultime notizie
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
NELLA FABBRICA DEI SOGNI

La marcia trionfale dei reality:
ormai le stelle nascono soltanto in tv

Cantanti, attori, personaggi: l'unica industria senza crisi. Eletti da milioni di televoti: a volte vince il merito, a volte la finzione. Dal successo di Ferdi al Grande Fratello a quello di Matteo a X-Factor a Baldini che vince la Fattoria

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Ferdi Berisa del 'Grande Fratello 9' (Ansa) MILANO, 21 aprile 2009 - IERI SERA il gran valzer dei reality-talent show è finito. Con la volata a quattro tra Gianluca, la supermaggiorata Cristina, e soprattutto Marcello e Ferdi (il «rom buono») dati per favoritissimi fin dall’inizio, si è conclusa la stagione della tv dell’avvenire. Sul palco di «X Factor» ha trionfato Matteo, un cantante che pare un apostolo, mentre alla «Fattoria» ha primeggiato Marco Baldini, il compagno di classe che ti faceva ridere e pure ti passava i compiti.

 

Un’ondata di buonismo ha sommerso gli spettatori e gli indici di ascolto. L’ultima X-puntata ha battuto la Fattoria, anche se di un soffio: 23% a 21%. Il programma condotto da Francesco Facchinetti sembra la Brawn GP della tv: data per sfavorita, è diventata imbattibile. Grazie anche a un pubblico di fedelissimi disposti a qualsiasi cosa, anche coricarsi all’ora dei metronotte, ma non a cambiare canale.

 

E oggi sapremo gli ascolti-monstre del Gf che finora ha viaggiato a una media di 6,5 milioni di spettatori e il 30% di share. Mentre nelle classifiche dei dischi più venduti (figuriamoci in quelle dei più scaricati) primeggiano i brani di «Amici». Insomma il reality (e il talent) show, dato per morto un paio d’anni fa, sembra gloriosamente risorto. Soprattutto sembra risorta la sua capacità di creare volti e talenti. Vale per la musica – vedi alla voce Giusy Ferreri – ma vale anche per la televisione: tra le decine e decine di personaggi che hanno attraversato in modo più o meno effimero la ribalta, alcuni sono riusciti a emergere: da Pietro Taricone a Eleonora Daniele a Luca Argentero.



«UN MOMENTO», avverte Giancarlo Magalli, alfiere tra i più brillanti della tv di una volta, «alcuni programmi vanno bene, ma in altri - come per la ’Fattoria’ - si tratta di accanimento terapeutico, bisogna solo decidere quando staccare la spina». Allora viva il reality? «Occorre distinguere tra reality e talent show. Nel talent un minimo talento devi avercelo, anche se è come l’albumina nel sangue: ne esistono solo delle tracce. Resta il fatto che chi esce da questi programmi dura troppo spesso lo spazio di un mattino. Matteo, che ha vinto a ’X-Factor’, ha 40 anni: e se uno a 40 anni ancora non è famoso una ragione ci sarà. Quello di ’Amici’ lo stesso: non credo che Marco Carta riempirà gli annali della storia della musica italiana. E quelli che hanno vinto lo scorso anno X Factor? Nemmeno mi ricordo come si chiamano».



GLORIA EFFIMERA, dunque? «Il reality, ma anche il talent show, appassiona finché è in corso, vuoi sapere con chi litiga quello, con chi va a letto quella, ma alla fine chi se ne frega di chi vince. Mi ricorda quel pittore che aveva l’orgasmo artistico mentre dipingeva ma, una volta finito il quadro, lo buttava via». Tv guarda e getta, dunque? «Il talent può portare un minimo di morale: ti insegna che se vuoi fare il cantante devi essere intonato e devi studiare, mentre molti pensano che per diventare famosi basta andare in tv a fare le boccacce. Mi ha colpito il filmato di quella inglese, Susan, che è bruttissima, con i capelli incredibili, grassa, di 47 anni, ma appena ha aperto bocca sono tutti ammutoliti perché ha un talento strepitoso.

 Ha riscattato la categoria dei non-belli, ha dimostrato che non c’è bisogno di un aspetto piacevole per coltivare un talento. Ecco, penso che quella sia stata davvero una bella cosa. Ha dimostrato che si può diventare famosi senza conciarsi come Morgan. Il ’Grande Fratello’ poi si chiama reality ma è la cosa più artefatta che esista: la gente va lì sapendo già la parte che deve interpretare, recitano tutti il ruolo di quello che potrebbe vincere».

di PIERO DEGLI ANTONI










Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro

 

Cerca su Quotidiano.Net nel Web

video in primo piano