Lo afferma il Wall Street Journal secondo cui il punto di origine dell'attacco dei pirati informatici è in Cina. Scaricati diversi terabyte di dati sufficienti per permettere a una potenza nemica di imparare a difendersi dall’F-35 Lightning II
Washington, 21 aprile 2009 - I segreti del supercaccia per il quale il Pentagono ha investito 300 miliardi di dollari sono stati rubati dagli hacker. Lo afferma il Wall Street Journal che cita fonti confidenziali secondo cui il punto di origine dell’attacco dei pirati informatici è in Cina.
Non è la prima volta che gli hacker si fanno beffe della sicurezza informatica del ministero Usa della Difesa: di recente è stato violato anche il sistema di controllo del traffico aereo militare. Secondo le fonti citate dal quotidiano finanziario, i pirati sono riusciti a scaricare diversi terabyte di dati che non riguardano i segreti più delicati - custoditi in computer che non hanno accesso a internet - ma sono sufficienti per permettere a una potenza nemica di imparare a difendersi dall’F-35 Lightning II. Tutto l’apparato industriale americano - sia quello privato che quello governativo - è sotto pesante attacco informatico da almeno sei mesi.
Di recente il Pentagono ha accusato la Cina di «supplire con la guerra informatica alle carenze nello sviluppo degli armamenti convenzionali», ma il ministero degli esteri di Pechino ha reagito con sdegno assicurando di essere impegnato «contro ogni forma di cyber-crimine» e denunciato le accuse americane come «frutto di una mentalità da guerra fredda».