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TERREMOTO IN ABRUZZO

Il procuratore: 'Nessun maxi processo'
Demolizione di fabbricati, un morto

Rossini ha confermato che i siti sequestrati, più di 100, sono sotto il controllo dei consulenti che stanno procedendo alle perizie. A Cagnano Amiterno la prima vittima della ricostruzione. Crolli: sembra siano state trovate tracce di amianto nei calcinacci

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Terremoto a l'Aquila: case danneggiate (foto Epa) L’Aquila, 24 aprile 2009 - Non ci sarà nessun maxi processo nell’inchiesta per i danni del terremoto, ma tanti procedimenti quanti sono stati i singoli crolli. Lo ha annunciato il procuratore della Repubblica de L’Aquila Alfredo Rossini.

 

"È una inchiesta velocissima - ha spiegato Rossini - stiamo lavorando con tempi e criteri di rapidità assolutamente inconcepibili per una inchiesta giudiziaria e abbiamo già degli spunti investigativi". Il procuratore ha confermato che i siti sequestrati, più di 100, sono sotto il controllo dei consulenti che stanno procedendo alle perizie.

 

"Non si potrà fare un solo processo in aula per tutti gli imputati - ha detto ancora Rossini -. Per ogni palazzo grande che è caduto potremo fare dei processi separati. In questo modo sarà più agevole, sempre più a L’Aquila; le imputazioni quindi varieranno, se c’è stato semplicemente il crollo dell’edificio sarà di un tipo, se invece ci sono stati dei morti e delle responsabilità ci sarà un capo di imputazione specifico".

 

GRASSO

"Puntiamo sugli abruzzesi, sul loro orgoglio. Puntiamo su di loro perchè l’Abruzzo non diventi un Far West come abbiamo visto in altri posti". Piero Grasso, procuratore Antimafia ha incontrato oggi a L’Aquila il procuratore Alfredo Rossini e ha indicato al primo punto della ricostruzione e della lotta ad eventuali infiltrazioni mafiose la collaborazione della popolazione abruzzese. Per Grasso l’Abruzzo è una terra diversa da quelle dove imperversano ‘ndrangheta, camorra e mafia. "In Abruzzo - spiega - eventuali infiltrazioni saranno più visibili e il nostro compito in qualche modo è più facile. In materia di terremoto abbiamo delle tristi esperienze, come quella dell’Irpinia dove mi dicono ci sono ancora dei processi da fare. Tutto questo vorremmo evitare che si ripeta".

 

AMIANTO NEI CALCINACCI

Il generale Edoardo Centore del Comando tutela ambiente dei Carabinieri, insieme ad altri ufficiali, ha incontrato con i giudici della Procura della repubblica dell’Aquila per fare il punto sulla situazione sui rifiuti derivanti dalle macerie. Sembra che vi siano all’interno degli inerti tracce di amianto.

 

In particolare, secondo alcune indiscrezioni, sembra che sia stata bloccata la frantumazione dei residui delle case cadute che erano stati depositati, nei giorni scorsi, in piazza D’Armi, nel centro dell’Aquila.  Il generale Centore, responsabile del comando tutela ambiente d’Italia, era accompagnato, durante l’incontro con i magistrati Rossini e Picuti della Procura dell’Aquila, dal colonnello Antonio Menga sempre della tutela ambiente e dal colonnello Amedeo Specchia, comandante provinciale.  La riunione è durata oltre mezz’ora, e poi verso le 11, gli alti ufficiali dell’Arma si sono allontanati verso Roma. Al momento gli investigatori della tutela ambiente non hanno voluto rilasciare alcuna dichiarazione. 

 

PRIMO MORTO PER LA RICOSTRUZIONE

Prima vittima a l’Aquila per la ricostruzione dopo terremoto. A San Giovanni di Cagnano, infatti, un operaio è morto all’interno di una cava di un cementificio a seguito di un improvviso crollo di una parte di un muro di una piccola costruzione che era in fase di abbattimento. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

 










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