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Febbre suina, i morti sono quasi 150
Europa, casi in Spagna e in Scozia
L'Oms alza l'allerta a livello 4

In Sudamerica i contagiati sono più di 1.600. Altri sette decessi sospetti. "Quaranta colpiti negli Usa". Casi anche in Nuova Zelanda, Israele e Canada. Negativo il test sulla donna del Veneto SCHEDA Le pandemie dell'ultimo secolo

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Due bambini messicani con le mascherine (Ap/Lapresse) Roma, 27 aprile 2009 - Quarantena, stretto controllo delle importazioni di carne di maiale, osservazione dei passeggeri con sintomi influenzali, costante monitoraggio delle aree a maggiore sovraffollamento, come aeroporti, stazioni e metropolitane. Sono alcune delle misure prese dalle autorità sanitarie di tutto il mondo per cercare di impedire la diffusione del virus della febbre suina che in Messico ha già provocato 149 morti e contagiato 1.650 persone.

 

Negli Usa, dove è stato dichiarato lo stato di emergenza sanitaria, sono arrivati a quaranta i casi accertati di febbre suina. Lo ha affermato l’Organizzazione mondiale della sanità sottolineando che la diffusione del virus “è molto preoccupante”. E in serata l'Oms ha innalzato a livello 4 dall'attuale 3 il livello di allerta per l'epidemia. L’Oms - ha detto un portavoce - potrebbe decidere di elevare il livello di allerta per la febbre suina fino al grado 5.

 

Oltre al Messico e agli Stati Uniti, primi Paesi colpiti dal virus H1N1, casi si sono registrati in Nuova Zelanda, Israele e Canada. Intanto è stato confermato il primo contagio in Spagna. Lo ha affermato il ministro della Salute, Trinidad Jimenez, spiegando che si tratta di un giovane di 23 anni, ricoverato all’ospedale generale di Almansa (Albacete). Il ragazzo era tornato da un viaggio studio in Messico il 22 aprile scorso. E le
autorità scozzesi hanno confermato l'esistenza di due casi di febbre suina, i primi nel Regno Unito. si tratta di due scozzesi tornati dal Messico la scorsa settimana. I due pazienti sono ricoverati, ma "si stanno riprendendo bene", secondo il ministero degli esteri. 

Anche in Francia l’allerta resta alta ma il ministro della Sanità Roselyne Bachelot ha detto che tutti i casi sospetti “sembrerebbero non legati all’influenza da suini”. Secondo il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Margaret Chan, il nuovo virus “potrebbe provocare una pandemia”.

 

Attenzione pure in Germania, dove sono stati segnalati tre casi sospetti. A riferirlo il quotidiano 'Neue Westfaelische'. Due dei tre pazienti, sono stati ricoverati con sintomi febbrili e da raffreddamento al rientro da un viaggio dal Messico. La sorella di uno dei due viaggiatori sarebbe stata invece “contagiata” nella città del Nordreno Westfalia, secondo il quotidiano.

 

TEST NEGATIVO SULLA DONNA DI VENEZIA

È negativo il test rapido a cui è stato sottoposto il campione di sangue della signora ricoverata per sospetta influenza suina, essendo appena rientrata dalla California. L’esame ha escluso infatti che si tratti del virus AH1N1. Un’ulteriore conferma è attesa con il test Pcr (polimerasis change reaction).

 

Si tratta di una donna di 31 anni, originaria del Veneto Orientale, ricoverata a Malattie infettive all’ospedale di Venezia. Le sue condizioni sono giudicate buone e non è in pericolo di vita.

 

L’allarme è scattato nella tarda serata di domenica, quando la signora, con febbre molto alta, ha chiamato il 118. Quando la giovane donna ha detto di essere appena rientrata da San Diego, in California - zona nella quale si sono verificati alcuni casi di influenza suina - è scattato il protocollo di misure precauzionali. È stata trasportata all’ospedale di Venezia e ricoverata in isolamento.

  

VERTICE EUROPEO

La presidenza ceca di turno dell’Ue ha convocato un Consiglio straordinario dei ministri della Salute dei Ventisette sull’emergenza della febbre suina, che si terrà “con tutta probabilità giovedì 30 aprile, nel pomeriggio”. 

 

La riunione straordinaria dei ministri era stata chiesta, questa mattina, dal commissario europeo alla Salute, Androulla Vassiliou, che si è poi recata a Lussemburgo, per fare il punto della situazione con i ministri degli Esteri dei Ventisette.

 

NESSUN RISCHIO PER LA CARNE

In Italia, il sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio, ha provato a tranquilizzare la popolazione: “Non c’è nessun rischio nel consumo di carne di maiale, sia cotta sia sotto forma di insaccati. Il rischio di venire contaminati dalla febbre suina è praticamente pari a zero e si può stare tranquilli”. L’Italia ha comunque già pronte 40 milioni di dosi di farmaci antivirali, gli stessi con cui si stanno trattando, con buoni risultati, i casi di contagio in America. Si sta anche studiando una strategia vaccinale - ha detto Fazio - che ha già attivato l’Unità di crisi sull’influenza da suini.










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