Bergamo, i gestori della piscina Siloe hanno concesso ogni giovedì mattina un'ora riservata alle donne islamiche, per permettere loro di stare al riparo dagli occhi maschili, come detta il Corano
Roma, 30 aprile 2009 - Un’ora di nuoto riservata alle donne islamiche. I gestori della piscina Siloe, di proprietà della Diocesi di Bergamo, hanno stabilito che per un’ora, ogni giovedì mattina, gli spazi della loro struttura verranno riservati alle donne islamiche, per permettere loro di stare al riparo dagli occhi maschili, come detta il Corano. A riportare la notizia è il ‘Corriere della Serà.
Dopo anni di battaglia, la mediatrice culturale Maida Ziarati, iraniana approdata in Italia 17 anni fa dopo aver conseguito una laurea a Londra, ha compiuto un passo importante verso quello che definisce un progetto di integrazione.
L'IMAM BOCCIA L'IDEA
L’imam della Moschea di Milano e vicepresidente del Coreis Yahya Pallavicini boccia l’iniziativa dei gestori di una piscina di Bergamo, di proprietà della Diocesi, che hanno riservato, ogni giovedì mattina, gli spazi della loro struttura alle donne musulmane. "Francamente mi lascia perplesso questo eccesso di sensibilità - ha detto - che rischia di produrre artifici sociali: con la volontà demagogica di accontentare tutti senza capire le reali motivazioni di alcuni interlocutori, come questo gruppo di donne musulmane, si stravolge il carattere della nostra cultura e si scade in un relativismo che non favorisce l’integrazione ma rischia di legittimare dei ghetti".
Alla mediatrice culturale che ha promosso l’iniziativa, Pallavicini risponde che «è un’integrazione nell’acqua forse, ma non nella città. Mi sembra che non ci intendiamo sul valore dell’integrazione - ha proseguito l’imam di Milano - Cerchiamo di essere seri: non mi sembra che dividere per ore la giornata per gruppi etnici o religiosi nelle piscine comunali contribuisca a favorire il dialogo, la conoscenza dell’altro e l’integrazione».
"Le piscine, nella cultura contemporanea occidentale - ha sottolineato Pallavicini - così come i bagni giapponesi nelle terme del Giappone, i bagni turchi, gli hammam nel mondo islamico medievale, sono sempre stati luoghi di esercizio ginnico ma anche luoghi di conversazione». In questo modo invece, ha concluso Pallavicini, «non impareremo mai a incontrarci, a dialogare e ad amarci insieme».