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LE VEDOVE DI PINELLI E CALABRESI

Licia ed Emma, storica stretta di mano
Napolitano: "Rompiamo il silenzio"

In occasione della cerimonia nel salone dei corazzieri, Licia Pinelli, vedova dell’anarchico Giuseppe Pinelli, e Gemma Capra, vedova del commissario Luigi Calabresi, si sono incontrate per la prima volta. Il Capo dello Stato ha anche ricordato il caso-Battisti

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Emma Calabresi (Ansa) e Licia Pinelli (Cdg) Roma, 9 maggio 2009 - Sta tutto nella stretta di mano tra Gemma Calabresi e Licia Pinelli il senso del ‘Giorno della Memorià delle vittime del terrorismo e delle stragi, che si è celebrato al Quirinale. «Finalmente ci incontriamo e possiamo guardarci negli occhi. Finalmente due famiglie si ritrovano».
È stata la vedova del commissario Luigi Calabresi a fare il primo passo per superare una lacerazione profonda quarant’anni e fino a richiudere sotto il segno della riconciliazione e del dialogo una ferita non ancora rimarginata. Un primo passo ‘informalè, compiuto prima dell’inizio della cerimonia, in un momento quasi d’intimità in mezzo alla caotica atmosfera che solitamente precede appuntamenti istituzionali di tale levatura.

La signora Calabresi si è avvicinata sorridente alla vedova Pinelli, seduta in seconda fila, e si è chinata a salutarla e a stringerle la mano. Licia Pinelli è rimasta seduta, vista probabilmente anche l’età avanzata -ha 82 anni- e ha ricambiato i saluti. È stato Mario Calabresi, figlio del commissario ucciso in un agguato nel maggio del 1972, a riferire il dialogo tra le due donne, che poi hanno avuto un incontro privato con il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.


A seguire la cerimonia, nel salone dei Corazzieri del Palazzo del Quirinale, decine di vedove e di orfani delle vittime del terrorismo. Tra loro, Agnese Moro, Sabina, Rossa e Benedetta Tobagi, figlia di Walter, giornalista del ‘Corriere della Serà ucciso in un agguato il 28 maggio 1980, che ha parlato dell’incontro tra le vedove Calabresi e Pinelli come di «un evento auspicato, che oggi finalmente ho visto con i miei occhi». Rosa Calipari (vedova di Nicola, funzionario del Sismi ucciso a Baghdad nel 2005 mentre riportava a casa la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena) ha parlato di «punto unificante» e ha tenuto a dire che «ognuno vuole ricordare senza rancore, ma con i dovuti distinguo rispetto a fatti e situazioni» e che «non esistono il bene o il male assoluti».


Felici di avere partecipato all’«evento» anche Francesca Dendena, presidente dell’Associazione parenti delle vittime della strage di piazza Fontana. «È una giornata storica», ha commentato la donna che aveva dieci anni quando il padre morì nell’esplosione della Banca nazionale dell’Agricoltura.

 

LE PAROLE DI NAPOLITANO

"Accumunare, nel rispetto e nell’omaggio che è loro dovuto i famigliari di tutte le vittime di una stagione di odio e di violenza». Partendo da questo presupposto, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano chiede «rispetto e omaggio per la figura di un innocente, Giuseppe Pinelli, che fu vittima due volte: prima di pesantissimi e infondati sospetti, poi di una improvvisa e assurda fine».


Il Capo dello Stato spiega il significato del gesto da lui compiuto, invitando per la prima volta a questa celebrazione al Quirinale la vedova di Pinelli, Licia Rognini: «Qui non si riapre o si rimette in questione un processo, la cui conclusione porta il nome di un magistrato di indiscutibile scrupolo e indipendenza -precisa- qui si compie un gesto politico e istituzionale, si rompe il silenzio su una ferita non separabile da quella dei 17 che persero la vita a piazza Fontana e su un nome di cui va riaffermata e onorata la linearità, sottraendolo alla rimozione e all’oblio».


È visibilmente commosso Napolitano, quando con voce rotta ringrazia la vedova Pinelli per aver accettato l’invito di venire al Quirinale con le sue figlie. Seduta nella stessa fila, a sole tre poltroncine di distanza, c’è anche Gemma Capra, la vedova del commissario Luigi Calabresi, ucciso in un agguato tre anni dopo la strage di piazza Fontana, perchè ritenuto dai terroristi responsabile della morte di Pinelli, allora ingiustamente incriminato per l’atto stragista.

 

IL CASO BATTISTI

Il Capo dello Stato ha rivendicato “attenzione e rigore” nelle azioni che ha promosso di recente per assicurare alla giustizia italiana il terrorista Cesare Battisti che ha ottenuto una formula vicina all’asilo politico in Brasile, paese che non ha concesso l’estradizione verso l’Italia.










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