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IMMIGRAZIONE & POLEMICHE

Maroni: "Il pugno di ferro continua"
Padre Zanotelli: "Cattiveria per legge"

Il ministro dell'Interno: "“Anche se a qualcuno non sembra giusto, i respingimento sono efficaci e permettono di risparmiare molti soldi". Nichi Vendola attacca: "Siamo di fronte a una vergogna internazionale". Vattimo: "E' la Lega a dettare la linea"

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La rabbia degli immigrati riportati in Libia (Ap / Lapresse)  L’Aquila, 9 maggio 2009 - La linea intrapresa dal Governo sui respingimenti dei clandestini “continuerà finchè gli sbarchi non cesseranno”. Lo ha detto il ministro degli Interno, Roberto Maroni, al termine della cerimonia per il 157.mo anniversario della Polizia che si è svolto all’Aquila.

 

“Anche se a qualcuno non sembra giusto ha i suoi effetti - ha proseguito il ministro -, sono efficaci e permettono di risparmiare molti soldi”.
 

"Quella che abbiamo deciso è una linea giusta - specifica il ministro - chi non è ancora sul territorio italiano, in acque territoriali, viene rimandato nei Paesi di provenienza mentre chi entra in acque territoriali continuerà ad essere accolto come è sempre stato fatto, valutando se ha o no i requisiti per restare in Italia". La posizione assunta dall’Italia, precisa, «è prevista dalle direttive europee e non c’è violazione di alcuna norma. Le critiche sono infondate e immotivate, frutto di mancata conoscenza o addirittura di malafede».

 

BOCCHINO: SI' ALLA FERMEZZA

«Fa bene il ministro Maroni a chiarire che i respingimenti alla frontiera di immigrati clandestini proseguiranno senza alcun indugio». Lo dice Italo Bocchino, vicepresidente vicario del gruppo Pdl alla Camera, che aggiunge: «L’Italia, per favorire piena accoglienza, integrazione e cittadinanza agli immigrati regolari, ha il dovere di porre in essere una precondizione ineludibile, che è la linea della fermezza verso gli sbarchi, anche al fine di evitare che il nostro paese diventi il ventre molle d’Europa in materia di contrasto all’immigrazione».

 

VATTIMO: LA LEGA DA' LA LINEA

«Le dichiarazioni di Maroni testimoniano che la linea di indirizzo in tema di immigrazione viene scritta dalla Lega, a dispetto della presa di distanza dei cattolici e di parte delle gerarchie vaticane. Mi chiedo: non applicare i diritti umani, è un buon biglietto da visita per l’Italia nel mondo? Il governo Berlusconi corre il rischio di infangare la grande tradizione culturale del nostro Paese». Lo afferma Gianni Vattimo, candidato per l’Idv alle elezioni europee.

 

PADRE ZANOTELLI: CATTIVERIA PER LEGGE

Il pacchetto di norme sugli immigrati, attacca dal canto suo il  missionario comboniano padre Alex Zanotelli ‘’e’ la cattiveria tradotta in legge, di cui dobbiamo soltanto vergognarci: il fascismo ha rivelato il suo vero volto nelle leggi razziali e questo governo lo sta mostrando con quanto accade in questi giorni’’.

’’Sono choccato di fronte a vicenda come questa, e’ una vergogna nazionale - afferma il missionario - Prima di tutto perche’ a respingere gli immigrati e’ l’Italia, che menziona nella sua Costituzione per due volte il diritto all’asilo politico, anche se non ha ancora una legge sull’argomento’’.

 

VENDOLA: VERGOGNA INTERNAZIONALE

"Siamo di fronte a una vergogna internazionale". Lo ha dichiarato Nichi Vendola, leader di Sinistra e Libertà, a proposito dei respingimenti in mare degli immigrati clandestini presentando la lista Sinistra per Bari, per le prossime elezioni amministrative del 6 e7 giugno a Bari. «Il nostro Paese mentre restringe i diritti civili, mentre comprime i diritti sociali, riesce a ferire gravemente anche i diritti umani. Insomma - ha spiegato Vendola - non è una bella pagina quella che sta scrivendo il Governo italiano».


In tal senso «quando da Roma ci giungono editti che noi consideriamo contraddittori con quello che è scritto nella dichiarazione dei diritti dell’ uomo noi, non solo come cittadini, ma come istituzioni, decidiamo di praticare la disobbedienza civile e l’obiezione di coscienza - ha detto Vendola parlando anche del processo di ricostruzione della Sinistra - lo faremo per tutte quelle parti del decreto sulla sicurezza che violano apertamente i diritti umani. Noi li respingiamo al mittente».










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