Al centro tre maxiemendamenti. In aula il Pd boccia la scelta dell’esecutivo. Ma il presidente di Montecitorio, Gianfranco Fini, assicura che la richiesta non ha alcun profilo di inammissibilità
Roma, 12 maggio 2009 - Come preannunciato, il Governo, ha posto la fiducia su tre maxiemendamenti per approvare velocemente le norme del disegno di legge sicurezza. Il primo voto è previsto per domani alle 10,30. Immediate le proteste dell’opposizione, che contesta metodo e merito seguiti dalla maggioranza.
Queste norme - osserva il capogruppo del Pd a Montecitorio, Antonello Soro - hanno profili evidenti di incostituzionalità. Con l’introduzione del reato di clandestinità, medici e presidi saranno costretti a fare la spia.
L’Idv ha disertato il comitato ristretto della Commissione Giustizia, convocato di prima mattina, "per ragioni politiche molto chiare". Federico Palomba, vice presidente della Commissione Giustizia, in una lettera aperta alla Presidente della Camera, Giulia Bongiorno, per comunicarle la decisione, scrive: "Considero, infatti, la riunione totalmente inutile ed offensiva perchè volta semplicemente a far recepire all’opposizione le imposizioni del Governo prodromiche alla questione di fiducia".
In aula il Pd boccia la scelta dell’esecutivo: la richiesta di fiducia contravviene alle sollecitazioni del Capo dello Stato e del Presidente della Camera, viola la logica del voto a scrutinio segreto previsto dal regolamento. La ratio, sottolinea Soro, "è quella di predeterminare e garantire" una sfera di diritti costituzionali e di materie sulle quali i deputati possano votare liberamente a scrutinio segreto, senza subire il vincolo della disciplina di partito. "La tutela di diritti fondamentali rilevanti implica la prevalenza della libertà del Parlamento rispetto al valore della stabilità del Governo".
È stato lo stesso presidente della Camera, Gianfranco Fini, a spiegare che la richiesta del Governo non ha alcun profilo di inammissbilità. "Essendo problematico o comunque opinabile l’adesione alla Costituzione delle norme in esame, lungi dalla presidenza ledere le prerogative sovrane dell’Assemblea", ha detto in Aula la terza carica dello Stato.
La presidenza non può dichiarare inammissibili gli emendamenti su cui il Governo ha chiesto, stamane, di porre la fiducia. Emendamenti che peraltro, osserva Fini, riproducono il lavoro delle Commissioni. "Il regolamento - sottolinea ancora - esclude la questione di fiducia solo sugli argomenti per i quali è prescritta obbligatoriamente la votazione per alzata di mano o a scrutinio segreto". Non trova applicazione laddove il ricorso ad esso abbia luogo su richiesta.
Naturale e "doveroso" per il presidente dei deputati della Lega, Roberto Cota, porre la fiducia. "Noi manteniamo le promesse fatte ai cittadini", sottolinea.
Fonte Agi