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RAPINA FINITA NEL SANGUE A POSILLIPO

Anziano ucciso: arrestati due rom, uno ha 14 anni
E spunta l'ipotesi di contatti sessuali

L'aggressione lo scorso martedì. Il pensionato fu trovato in casa agonizzante con mani e piedi legati. Dalle indagini emerge che il ragazzino arrestato frequentava già la casa dell'uomo: a incastrarlo è stato il suo cellulare

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Carabinieri Napoli, 17 maggio 2009 - Vivevano in un campo rom di via Nuova del Campo, nei pressi del cimitero di Poggioreale alla Doganella, i due romeni fermati la scorsa notte per l’omicidio di Salvatore D’Angelo, il pensionato morto in seguito a una rapina nella sua casa di Posillipo a Napoli.

Uno dei due ha 25 anni mentre l’altro 14. Sono stati bloccati dopo un inseguimento nel centro di Napoli.

Dalle indagini emerge che il quattordicenne (che ha confessato) frequentava già la casa di D'Angelo, e avrebbe avuto contatti sessuali con il pensionato. Pare che nell'alloggio di Marechiaro il ragazzino facesse piccoli lavori: si sarebbe prestato anche ad avere rapporti sessuali con uomini, magari in cambio di qualche regalo. In sostanza, il ragazzo sarebbe stato a sua volta vittima dell'uomo.

I due giovani rom finiti in carcere per l'omicidio sono stati incastrati dal cellulare del pensionato.  Gli inquirenti avevano controllato il traffico telefonico ed erano arrivati a un altro rom, trovato in possesso del telefonino del pensionato e di una catenina dell'uomo ucciso. Messo alle strette, ha detto di averli acquistato dal ragazzino.

Il quattrodicenne aiutava D'Angelo in casa, per fare le pulizie. Qualche giorno fa, gli aveva portato in casa l'altro rom arrestato oggi, un giovane ritenuto molto violento, che aveva già rapinato  D'Angelo e lo aveva fatto finire in ospedale. Quando il 25enne ha visto arrivare la polizia, ha tentato di lanciarsi da un cavalcavia, ma le forze dell'ordine lo hanno bloccato.

IL DELITTO

Salvatore D’Angelo viveva da solo in un monolocale in via Marechiaro, strada che conduce al mare sulla quale si affacciano numerose ville. L’uomo, un tempo ambulante di latticini, conduceva una vita solitaria e frequentava poco anche i suoi vicini. Fu ritrovato, nel primo pomeriggio di martedì scorso, 12 maggio, da un conoscente allarmato dal volume alto di uno stereo e dal fatto che non rispondesse.

D’Angelo era in stato confusionale, con uno zigomo rotto e una commozione cerebrale, ma vivo. L’anziano aveva i piedi legati con un brandello di lenzuolo ed era bloccato a una sedia che era caduta vicina al suo letto. La casa era a soqquadro. Ricoverato, grazie a un’ambulanza del 118, presso il vicino ospedale Fatebenefratelli, fu trasportato al Trauma Center di Caserta, ma morì poco dopo il ricovero. Dalla misera abitazione erano stati sottratti un portafogli, un telefono cellulare e un orologio.










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