L'ad di Fiat ritiene la partita con Opel "tecnicamente non chiusa". E un portavoce del governo tedesco: "Magna è in una posizione forte ma non è escluso che altri pretendenti possano proporre un rilancio"
Berlino, 5 giugno 2009 - Accanto a Magna, anche gli altri interessati a Opel - Fiat e i cinesi di Baic - mantengono contatti con il ministero federale dell'Economia. Lo ha detto a Berlino il portavoce del ministero federale dell'Economia, Beatrix Brodkorb. "Non abbiamo ancora nessun contratto scritto definitivo tra i possibili partner contrattuali" ha sostenuto il vice portavoce del governo tedesco Steg.
"Le trattative tra Gm e Opel da una parte e Magna o altri possibili soggetti interessati, dall'altra, vanno avanti" ha continuato Steg, precisando che il governo tedesco non partecipa a queste trattative. "Rispetto ad altri possibili investitori Magna è in chiaro vantaggio, ma ciò non esclude che nel corso delle ulteriori trattative, prima della chiusura definitiva del contratto, altri investitori interessati possano presentare offerte nuove e migliorate e che Gm e Opel possano chiudere con un altro partner", ha precisato il portavoce. Si tratta ha aggiunto "di una possibilità teorica" finchè non sarà firmato l'accordo definitivo "ma la nostra impressione è che i colloqui tra Gm, Opel e Magna siano molto avanzati e costruttivi".
MARCHIONNE
Nessuna ansia alla Fiat circa una possibile telefonata dal governo tedesco sulla partita con Opel. "Se dal governo tedesco arriva la telefonata, bene - ha affermato Sergio Marchionne parlando con i giornalisti a margine della festa della fondazione dell’Arma dei Carabinieri - se non arriva continueremo a fare il nostro lavoro. Non sto aspettando la telefonata con ansia".
Marchionne ha ribadito la "disponibilità della Fiat a entrare in un discorso intelligente, industriale e logico. Disponibilità che rimane sempre. Siamo convinti che tra tutte le proposte - ha proseguito - la nostra sulla vicenda Opel era l’unica che aveva i giusti elementi. Se il Governo tedesco è disposto ad ascoltarla di nuovo, io sono disposto a riaprirla. Ma l’inquadratura resta".
"Tecnicamente non è chiusa", ha aggiunto commentando le dichiarazioni del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che ieri affermava che la partita con Opel non era chiusa. "Vedremo - ha concluso - il comunicato stampa di venerdì scorso era assolutamente chiaro".
L’amministratore delegato di Fiat ha ribadito: "Noi facciamo vetture. Dobbiamo trovare il modo per risolvere il problema di sovracapacità industriale e abbassare i costi di produzione, fare le cose necessarie per tenere questa industria in piedi. Se il governo tedesco è interessato a far parte di questo progetto, io sono più che disposto a farlo. Altri discorsi - ha aggiunto - che parlano della Russia, di espansioni eccetera, sono cavolate".
Per quanto riguarda l'atteggiamento del governo italiano nella trattativa, Marchionne, si è detto soddisfatto: “Con tutto quello che si è detto - ha affermato - il governo italiano ha fatto quello che doveva fare: è stato lontano da questo problema e deve continuare a stare lontano fino a quando il progetto non si concretizza”.
ALTRE ALLEANZE
Le possibilità di un accordo di Fiat con il gruppo svedese Saab in questo momento sono minime: "Il valore della Saab era se collegata con la Opel - ha spiegato l’ad di Fiat - considerando che da questa ultima veniva tutto, il rapporto aveva senso. Ma a questo punto la possibilità che succeda qualcosa è minima". A chi chiedeva se il fatto era da attribuirsi allo scarso valore di Saab, Marchionne ha risposto: "La Saab non sta in piedi da sola".
Fiat ha colloqui con tutti, dunque anche con Peugeot ma "per il momento non c’è nulla da dire", ha sottolineato l’amministratore delegato: "Non parliamo di francesi. Tra americani e tedeschi abbiamo già abbastanza da fare. Abbiamo contatti con tutti, Psa sono anche nostri soci, abbiamo attività in comune ma non abbiamo nulla in corso. Tutto è possibile, per il momento non c’è nulla da dire".
Sull’interesse della Fiat alle attività sudamericane nella Gm, Marchionne ha sostenuto che "il progetto non è andato da nessuna parte. Abbiamo aperto una discussione con Gm e a loro non interessa, quindi è ormai fuori perimetro".
Infine l’amministratore delegato del Lingotto, a chi domandava se Fiat ha fatto già ricorso alla linea di credito da un miliardo concordata con le banche, ha risposto "no, per ora non serve".