Il piu' grave dei paracadusti ha riportato una ferita vicino all'ascella, ma non rischia la vita. Il ministro della Difesa La Russa: "L'aumento degli attacchi contro italiani non smuove la nostra presenza nel Paese". Lo scontro a fuoco nell’area di Farah
Roma 11 giugno, 2009 - Tre militari italiani sono rimasti feriti questa mattina in uno scontro a fuoco nell’area di Farah, nell’ovest dell’Afghanistan. Uno è in gravi condizioni. E’ il secondo conflitto a fuoco che ha visto impegnati i soldati italiani nella zona da questa notte.
I tre militari italiani feriti oggi in Afghanistan sono tre paracadutisti della brigata Folgore che erano impegnati in un pattugliamento congiunto con i soldati dell’esercito afghano. Uno e’ rimasto ferito ad un piede, uno ad una mano, mentre il terzo e’ stato colpito in prossimita’ di un’ascella: e’ quest’ultimo il piu’ grave.
"Nessuno dei tre soldati feriti questa mattina a Farah, nel Sud-Ovest dell’Afghanistan, versa in pericolo di vita, neppure il più grave dei tre". È quanto ha voluto precisare il ministro della Difesa Ignazio La Russa, subito prima di partecipare alla riunione con i colleghi Nato al quartier generale dell’Alleanza a Bruxelles.
Nella stessa zona di Farah, ma durante la notte, si era avuto un altro attacco ad una pattuglia di militari italiani. Questi avevano risposto al fuoco, senza riportare alcuna conseguenza.
La provincia di Farah si trova nella parte meridionale della Regione ovest, a comando italiano. E' una zona
tradizionalmente calda, cosi' come lo e' anche quella della provincia di Bala Morgab, che si trova invece nella parte nord dell'area di responsabilita' italiana: proprio qui, ieri, si e' verificata una dura battaglia durante la quale sono stati colpiti due elicotteri Mangusta, ma non ci sono stati feriti tra gli italiani. Ingenti, invece, le perdite tra gli 'insorti'.
Commentando la battaglia di ieri il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, aveva detto che ''il livello di aggressivita' che in questa fase si registra in Afghanistan e' in relazione alle imminenti elezioni presidenziali che si terranno, ma anche o soprattutto al fatto che c'e' un'azione di controllo del territorio molto accresciuta da parte delle forze armate afghane e della missione Isaf, che si spingono ora in zone prima completamente lasciate nelle mani del terrorismo e dell'insorgenza''.
LE REAZIONI
L’Aula della Camera ha salutato con un lungo applauso la notizia secondo cui il paracadutista della Folgore non è in pericolo di vita. “Ci rallegriamo e auguriamo comunque ai soldati pronta guarigione”, ha detto il vicepresidente di turno dell’Assemblea Rosy Bindi.
il ministro della Difesa Ignazio La Russa, subito prima di partecipare alla riunione con i colleghi Nato al quartier generale dell’Alleanza a Bruxelles, ha precisato che "l’aumento degli attacchi che si sta registrando contro le truppe italiane non cambiera’ nulla della presenza italiana in Afghanistan. L’ho detto piu’ volte fin dall’inizio del mio mandato - continua il ministro -: nessun governo, neanche il precedente, ha mai nascosto che la missione non e’ solo di ricostruzione, ma richiede anche uso della forza giusta quando e’ necessario. Forse prima si tendeva di piu’ a sottacere le occasioni in cui i nostri militari erano stati costretti all’uso della forza giusta. Io ho sempre detto - ha aggiunto - che e’ corretto essere assolutamente trasparenti. Questo fa parte dei compiti che hanno i nostri soldati. Loro lo sanno molto bene, ne sono consapevoli, pertanto non credo ci sia ragione alcuna per immaginare una modifica’’.
Ai tre militari feriti oggi nell’adempimento della loro missione auguriamo pronta guarigione». Lo afferma Fabrizio Cicchitto, Presidente dei deputati del PdL.
Anche la senatrice Roberta Pinotti, responsabile nazionale Difesa del Pd, ha rivolto, anche a nome del partito, un pensiero di ‘’solidarieta’ e vicinanza’’ ai militari italiani feriti questa mattina in Afghanistan, con l’auspicio che possano presto stare meglio. ‘’La nostra solidarieta’ - ha aggiunto Pinotti - va anche alle loro famiglie, a tutti i soldati italiani impegnati nelle missioni internazionali e alle Forze Armate’’.