L’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato che il nuovo virus H1N1 ha causato la prima pandemia di influenza dal 1968, causando 141 decessi in 74 Paesi. Il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio: "Allarme dovuto non alla gravità ma alla facilità di diffusione"
Ginevra, 11 giugno 2009 - L’Organizzazione mondiale della sanità ha a dichiarare che il nuovo virus H1N1 ha causato la prima pandemia di influenza dal 1968. Sono 27.737 i casi di contagio dalla nuova influenza A finora registrati in 74 Paesi, con 141 decessi. Lo ha annunciato oggi il governo svedese in un
comunicato.
Il livello di allerta pandemica sale da 5 a 6, il livello della pandemia. Il livello sei segnala un aumento dell’estensione geografica della diffusione del virus, non necessariamente della sua gravità.
La dichiarazione di pandemia, la massima allerta, il livello 6, dell’Oms per l’influenza A è dovuta «non alla gravità clinica dell’influenza, ma alla grande diffusibilità». È quanto ha sottolineato il viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, incontrando i giornalisti al Ministero. Le ragioni di questa scelta, ha detto Fazio, sono nella possibile recrudescenza dell’influenza (anche se in questo momento a livello mondiale c’è una sorta di stabilizzazione) che potrebbe colpire una larga fetta della popolazione e quindi provocare danni all’economia. «Più a lungo termine - ha spiegato ancora - è che questo virus possa riassortarsi come ceppi di aviaria e creare quindi una nuova forma di aviaria trasmissibile all’uomo. Questo sarebbe un problema serio».
Dunque, all’ordine del giorno del prossimo Consiglio dei ministri informale che si terrà il 6 e 7 luglio in Svezia c’è l’acquisto dei vaccini; una strategia per evitare politiche di prezzi eccessivi per la grande richiesta del mercato; evitare poi che alcuni Stati possano fare delle scorte lasciandone altri senza. Questo in particolare creerebbe grandi difficoltà per i Paesi del terzo mondo. Inoltre si stanno mettendo a punto strategie che riguardano i vaccini: «Stiamo facendo delle valutazioni sulle strategie - ha detto il viceministro - perchè non è detto che convenga vaccinare il 100% della popolazione. Quindi stiamo valutando quale fascia di popolazione vaccinare». Per Fazio, infine, la dichiarazione di pandemia avvierà la procedura abbreviata nella registrazione dei vaccini e, secondo il viceministro, non avrà restrizioni sui viaggi.
«Pandemico significa globale, ma non ha connotazioni di gravità», ha puntualizzato il portavoce dell’Oms, Gregory Hartl. È probabile che la decisione sia stata presa a seguito dell’ampia diffusione della nuova influenza A nello stato di Victoria, in Australia (cinque ricoveri e un migliaio di contagi), che segnala che l’emergenza non riguarda più il solo Nordamerica.
PANDEMIA, COME E QUANDO
Le pandemie si verificano ad intervalli di tempo imprevedibili. Questa la cronologia degli ultimi 100 anni: - 1918: Spagnola, virus A, sottotipo H1N1 - 1957: Asiatica, virus A, sottotipo H2N2 - 1968: HongKong, virus A, sottotipo H3N2.
La più severa, nel 1918, ha provocato almeno 20 milioni di morti. Dalla fine del 2003, da quando cioè i focolai di influenza aviaria da virus A/H5N1 sono endemici nei volatili nell’area estremo orientale, ed il virus ha causato infezioni gravi anche negli uomini, è diventato più concreto e persistente il rischio di una pandemia influenzale. Dal 2005, inoltre, focolai di influenza aviaria sono stati documentati anche in Europa, e nel 2006, vi sono stati casi di trasmissione all’uomo in Turchia.
Finora, non ci sono evidenze che il virus H5N1 abbia la capacità di trasmettersi da uomo a uomo, tuttavia, in caso di emergenza di un nuovo virus influenzale che abbia acquisito tale capacità, la maggiore mobilità della popolazione a livello mondiale e la maggior velocità dei mezzi di trasporto, renderebbero particolarmente problematico il controllo della diffusione dell’infezione.