Il responsabile della Difesa da Giakova (Kosovo) fa chiarezza nei numeri dei nostri militari all'estero: "E' previsto un incremento del numero dei carabinieri per il periodo delle elezioni afghane"
Giakova (Kosovo), 16 giugno - Altri duecento carabinieri in Afghanistan nel ruolo di addestratori della polizia e delle forze armate afgane. È quanto ha annunciato il ministro della difesa Ignazio La Russa a Giakova per consegnare un impianto sportivo alle autorità kosovare. «Facciamo un pò di chiarezza sull’Afghanistan - ha detto il ministro - il Presidente del Consiglio che ho incontrato all’aeroporto mi ha raccontato il grande successo ottenuto dall’Italia per suo tramite nella visita negli Usa.
Mi ha confermato che non vi è stato alcun impegno ulteriore nel numero di soldati oltre a quello già annunciato, ma che non si è ancora verificato: ed è l’invio di 400 soldati, 50 carabineri, più gli aerei e gli elicotteri con relativi equipaggi. Semmai si è parlato di un incremento di carabinieri perchè noi siamo molto interessati ad accelerare i tempi della capacità dell’Afghanistan di essere dotati di forse di polizia e di forse armate in grado di gestire da sola».
La Russa ha quindi spiegato che «è previsto un incremento del numero dei carabinieri come addestratori fino a 200 e ha confermato l’invio dei militari già deciso per il periodo delle elezioni». Il ministro della Difesa ha anche sottolineato che tra Berlusconi e Obama non si è parlato di un impegno affinchè questi rinforzi italiani rimangano anche dopo le elezioni «al momento - ha spiegato La Russa - il parlamento è informato sul rientro dopo le elezioni». Secondo il ministro delle difesa i Caveat che la Nato chiede di ridurre non sono riferiti all’Italia che di fatto «non li abbiamo più».
«Abbiamo un remark, una nota, che ci consente di essere informati con sei ore di anticipo e di dare il nostro assenso dove venisse richiesto l’utilizzo delle nostre forze fuori dalla zona ovest. Cosa che è già avvenuta ma in pochissime occasioni. Semmai, quello che sta avvenendo è che la zona ovest che ha bisogno di ulteriori apporti, visto l’aumento della pericolosità e degli scontri nella nostra zona».
La Russa che in mattinata si è recato all’ospedale militare del Celio a trovare i due paracadutisti rimasti feriti nei giorni scorsi nella zona di Farah ha sottolineato la necessità di migliorare la sicurezza, non del contingente in assoluto, perchè i lince si sono dimostrati «perfettamente idonei allo scopo» ma come migliorare «la sicurezza dei militare che nei lince stanno fuori dalla torretta». «Perchè - ha spiegato - tutti i ragazzi colpiti erano fuori dalla torretta, esposti ad agguati e ai primi colpi che vengono sparati e con la necessità di rispondere al fuoco. Quindi è necessario verificare se vi sono ulteriori mezzi di protezione e e di difesa per chi svolge quel ruolo».