Polemiche sul telegiornale: il presidente della Rai Garimberti convoca il neodirettore, che durante l'edizione serale spiega: "La verità è che tra feste e cene non c'è ancora una notizia certa"
Roma, 22 giugno 2009 - L'inchesta di Bari, scatenata dopo l'intervista al Corriere della sera di Patrizia D'Addario, arriva fino in viale Mazzini, per una presunta omissione della notizia da parte del Tg1.
Il presidente della Rai, Paolo Garimberti, convoca il direttore Augusto Minzolini dopo la polemica sollevata dell'opposizione che accusa l'ex cronista della Stampa di oscurare le informazioni relative all'inchiesta di Bari e alle vicende legate alle serate nelle residenze del premier Silvio Berlusconi e lo invita ad una informazione più completa.
ZAVOLI CONVOCA LA COMMISSIONE
‘’In relazione alle polemiche sull’informazione del Tg1, sollevate da diverse parti politiche, il presidente della Commissione di Vigilanza Rai, senatore Sergio Zavoli, ha convocato in tempi brevi l’Ufficio di Presidenza allargato ai capigruppo, che deciderà sulla richiesta di audizione del direttore del Tg1’’. Lo spiega una nota del presidente della bicamerale.
Zavoli, ribadisce che ‘’vanno riscritte con urgenza le regole per renderle finalmente vincolanti. Va affermato il principio secondo cui non puo’ darsi che proprio il servizio pubblico venga meno al dovere di rispettare il pluralismo e la completezza dell’informazione. Forse si giustifica il dubbio - ha aggiunto - che anche in un regime democratico il potere sulla Tv diventi cosi’ stringente da sollevare la richiesta che il suo ‘uso politico’ venga seriamente affrontato. Ma occorre che tra i poteri di gestione, di controllo e dei gruppi professionali si stabilisca un rapporto fondato sul rispetto delle norme cosiddette di ‘garanzia’’’.
EDITORIALE DI MINZOLINI
E il neo direttore del Tg1, Augusto Minzolini (nella foto), per rispondere alle polemiche sull’informazione dell’ammiraglia Rai sul caso Bari, si è difeso con un editoriale andato in onda nell'edizione delle 20: "Ad urne chiuse voglio spiegare a voi telespettatori perché il Tg1, malgrado le polemiche, ha avuto una posizione prudente sull’ultimo gossip o pettegolezzo del momento: le famose cene, feste o chiamatele come vi pare, nelle dimore private di Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli o Villa Certosa. Il motivo è semplice: dentro questa storia piena di allusioni, testimoni più o meno attendibili e rancori personali non c’è ancora una notizia certa, né tantomeno un’ipotesi di reato che coinvolga il premier e i suoi collaboratori".
Così ha aggiunto Minzolini "accade che semplici ipotesi investigative e chiacchericci si trasformino in notizie da prima pagina nella realtà virtuale dei media o per strumentalizzazioni politiche o per interessi economici. È avvenuto in passato, come ricorderete, quando si tentò di colpire il presidente del Consiglio, Romano Prodi, strumentalizzando la foto che ritraeva un suo collaboratore in una situazione definita scabrosa. È accaduto più volte in queste settimane, in cui è stata messa sotto i riflettori la vita privata del premier in nome di un improvviso moralismo: abbiamo visto addirittura celebri mangiapreti vestire i panni di novelli Savonarola".
Minzolini ha concluso: "Queste strumentalizzazioni, questi processi mediatici, non hanno nulla a che vedere con l’informazione del servizio pubblico, nella settimana in cui gli Stati Uniti hanno scelto le nuove regole per proteggere il risparmio nel mondo, mentre esplodeva il caso Iran e alla vigilia del G8. Sarebbe stato davvero incomprensibile privilegiare polemiche sul gossip nazionale solo per scimmiottare qualche quotidiano o rotocalco. Questa è la linea editoriale del Tg1 che vi ho promesso, cari telespettatori, fin dal primo giorno. E che continuerò a garantirvi"
LE PROTESTE
Sulla presunta omissione di notizie da parte del Tg1 in merito all'inchiesta di Bari che coinvolgerebbe iol presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, si erano scagliati sia il segretario dell'Usigrai Carlo Verna che il Pd. Il Pdl ha fatto invece quadrato attorno al neo direttore Minzolini.
USIGRAI
"L’omissione di notizia è indubbiamente una categoria di comportamento dei giornalisti su cui andare oltre l’interrogarsi". Lo riferisce il segretario di Usigrai, Carlo Verna, riferendosi, nello specifico, all’inchiesta giudiziaria di Bari e alle critiche piovute sul Tg1 che avrebbe omesso l’informazione sul caso.
"Non raccontare fatti perché (guarda caso in piena sintonia con chi detiene il potere politico, economico e mediatico) li si ritiene spazzatura è cosa che va stigmatizzata. Anche io sono scettico sulla via disciplinare al giornalismo, ma una deontologia che sfugga alla discrezionalità assoluta, al relativismo editoriale deve pur esserci. Almeno simbolicamente i comportamenti omissivi vanno valutati dall’ordine dei giornalisti. Ci potrà, poi, essere una risposta convincente sul piano professionale, anche se a mio avviso, mai lo sarebbe sul piano editoriale. Ma in quel caso il procedimento si concluderebbe con un’assoluzione. Si sarebbe trovata in ogni caso una sede idonea in cui discutere".
PD E IDV
Anche dal Pd il pressing è stato molto forte sul Tg1 del neodirettore Augusto Minzolini, considerato responsabile di oscurare l’informazione sulle inchieste di Bari e le vicende legate alle serate nelle residenze del Premier Silvio Berlusconi. Il partito di Franceschini sollecita oggi interventi ai vertici di viale Mazzini, della Commissione di Vigilanza sulla Rai e anche della Corte dei Conti.
"È paradossale e grottesco che un telespettatore italiano che volesse sapere cosa sta succedendo al Presidente del Consiglio debba affidarsi alle tv estere piuttosto che al Tg1". Lo dice Fausto Recchia del Pd. "Diversi telegiornali internazionali si stanno occupando in questi giorni di quanto accade attorno al premier, con l’inchiesta di Bari, ma non il principale Tg del servizio pubblico di casa nostra - nota Recchia - Così si è costretti a fare zapping tra Euronews ed emittenti spagnole o tedesche, invece di potersi affidare all’equilibrio informativo che sarebbe dovere del Tg1, come rilevava ieri la denuncia del consigliere Rizzo Nervo sul direttore del telegiornale". L’esponente del Pd così conclude: "Chi ripagherà questi telespettatori, esuli dell’informazione, di quanto gli sta venendo sottratto in queste ore su un aspetto molto importante della vita pubblica del nostro paese?".
Anche Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, stigmatizza la “parzialita’ dell’informazione pubblica, in particolar modo del Tg1 e del Tg2”, sulla vicenda Berlusconi: “Minzolini - dice Di Pietro - ha gia’ avuto a che fare con me molte volte, e’ stato rinviato a giudizio, la sua testata ha pagato a titolo di risarcimento e per questo non ha piu’ voglia di denigrare me e Italia dei Valori. Ora il silenzio - aggiunge Di Pietro - e’ l’arma che ha scelto per denigrarci pubblicamente, ma denunceremo questa cosa in Vigilanza Rai”.
PDL
Di parere opposto Gaetano Quagliariello, vicepresidente vicario dei senatori del Pdl.
“Dopo aver messo sotto accusa Augusto Minzolini per essere un retroscenista, ora la sinistra lo vorrebbe al rogo per non aver piegato il principale Tg del servizio pubblico al retroscenismo da buco della serratura che Repubblica e compagni vorrebbero imporre come cifra stilistica dell’intera informazione italiana”. “E’ appena il caso di ricordare- prosegue l’esponente del Pdl- che il governo tacciato di metodi dittatoriali e di insofferenza nei confronti del dissenso ha visto insediarsi nell’ultimo anno alla guida dei maggiori quotidiani e agenzie di stampa stimati professionisti, ma tutti di orientamento politico contrario alla maggioranza”.
A fronte di tutto cio’, aggiunge Quagliariello, “scatenare una simile aggressione intimidatoria di stampo stalinista contro il direttore del Tg1, colpevole di non aver subito l’agenda stabilita a largo Fochetti e negli altri salotti buoni della ‘libera stampa’, e’ qualcosa che supera davvero ogni limite di decenza”.