Polemiche sul direttore del telegiornale per i mancati servizi sull'inchiesta di Bari. L'Italia dei Valori scrive al Presidente della Repubblica e denuncia: "Ci ha oscurato". Insorge il Pdl
Roma, 23 giugno 2009 - Augusto Minzolini, direttore del Tg1, "è un gossipparo", anzi "l’Emilio Fede del servizio pubblico" che "ha ridotto lo spazio dell’informazione politica in modo impressionante" oltre ad aver "oscurato l’Italia dei Valori". A denunciarlo è Antonio Di Pietro che, in una conferenza stampa alla Camera con Pancho Pardi e Massimo Donadi, ha sostenuto che Minzolini andrebbe "licenziato per giusta causa".
Il leader dell’Idv ha quindi annunciato che invierà una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, "affinchè eserciti la sua funzione di garante della Costituzione per quanto riguarda il pluralismo". E su Minzolini ha spiegato: "Capisco che Minzolini abbia il dente avvelenato nei miei confronti: ha fatto del gossip su di me e l’ho querelato tre volte. Ha avuto anche una condanna a 4 mesi di reclusione e il risarcimento danni lo ha pagato la Mondadori".
Il leader dell’Idv ha denunciato la censura del Tg1 sull’inchiesta di Bari: "Come può parlare Minzolini di gossip quando c’è un’inchiesta in corso, ci sono degli interrogatori? - si chiede Di Pietro - altro che gossip".
E sull’oscuramento dell’Idv ha sostenuto: "Non ha giustificazioni se non quella di voler sottodimensionare la voce dell’opposizione più critica nei confronti del presidente del Consiglio". Con dossier alla mano, Di Pietro ha sottolineato che "rispetto ad una media di presenza sul Tg1 intorno all’8 per cento nelle settimane precedenti, il dato nell’ultima settimana si attesta intorno al 3,5 per cento".
Inoltre, Di Pietro ha denunciato la "lottizzazione" in atto alla Rai: "Sappiamo - dice - che le nomine per i nuovi dirigenti Rai sono già state tutte decise secondo un meccanismo di spartizione che richiederebbe l’intervento della magistratura perchè non è più tollerabile un simile mercimonio che è tipico del voto di scambio". L’Idv, ha concluso Di Pietro, "non ha accettato di sedersi al tavolo della spartizione ma ha deciso di denunciarlo".
LA REPLICA DEL PDL
Le repliche alle parole di Di Pietro non si sono fatte attendere. ’Il signor Di Pietro, in una pausa rispetto agli impegni e alle questioni (immobiliari e non) del suo partito, trova il tempo per aggredire Augusto Minzolini. Si ha l’impressione che Di Pietro abbia nostalgia di quando era pm, e quasi viene il dubbio che, se potesse, chiederebbe l’arresto del direttore del Tg1. Ma non c’è da scherzare", ha detto Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della Libertà.
"Questi signori dell’Idv e del Pd sono abituati alle intimidazioni, agli attacchi violenti, alle aggressioni seriali. Sbagliano due volte, pero’. Non solo perche’ Minzolini ha totalmente ragione - continua Capezzone -, ma anche perché il direttore del Tg1 non ha alcun motivo di temere questi comportamenti minacciosi e arroganti. Si rassegnino: da qualche settimana, gli spettatori del Tg1 hanno a che fare con un’informazione corretta, non più piegata alle esigenze dello schieramento di centrosinistra".
Anche la veridicità dei dati diffusi dall'Idv viene contestata. Ci pensa il capogruppo in Commissione di Vigilanza RaI, Alessio Butti: “Che Di Pietro dia i numeri - dice Butti - non è una novità. Scarso in italiano, non è che con l’aritmetica però se la cavi meglio. Accusa il direttore Minzolini di dare poco spazio all’Italia dei Valori, ma poi se si vanno a leggere i dati del ranking del mese di giugno, scopriamo che Di Pietro è stato presente sul Tg1 per più di sette minuti. Meglio di lui hanno fatto soltanto il presidente Berlusconi, Dario Franceschini e il Capo dello Stato".
"Capisco che la megalomania di Tonino il fustigatore lo porti a pensare che il principale Tg nazionale debba trasformarsi in Teledipietro -prosegue - , ma per fortuna l’informazione in Italia non è soltanto quella che fa Santoro. La verità è che il leader dell’Italia dei Valori probabilmente si sopravvaluta, anche quando pensa che qualcuno possa avere con lui il dente avvelenato. Una sciocchezza smentita dai fatti e soprattutto dai numeri”