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PD / LA SFIDA DEL CONGRESSO

Franceschini sul web: "Mi ricandido"
Bersani: "Anch'io, in piazza il 1° luglio"

Il segretario: "Non posso riconsegnare il partito a quelli che c’erano molto prima di me. Non farò nessun accordo di palazzo, nessuno scambio tra leader nazionali, nessun patto". L'aspirante: "Manifestazione a Roma"

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Dario Franceschini e Pierluigi Bersani (Ansa) Roma, 24 giugno 2009 - "Mi candido per portare il Pd nel futuro, per cambiare, per non tornare indietro. Non posso, non posso riconsegnare il partito a quelli che c’erano molto prima di me": così Dario Franceschini in un messaggio web annuncia la sua candidatura alla guida del Pd.


"In campagna elettorale - sottolinea - avevo detto ai cittadini che la stagione" della litigiosità "era ormai definitivamente alle spalle. Oggi non mi sento di tradirli, per questo mi candido".

“Ascolterò chi ha avuto incarichi di governo ma investirò su una nuova squadra di donne e uomini, cresciuti nella militanza e nel buon governo del territorio, sindaci, amministratori, segretari locali, associaizonismo, fuori da ogni vecchio schema, da ogni superata appartenenza”. Dario Franceschini annunciando sul suo sito internet la candidatura alla segreteria del Pd annuncia anche quale sarà la classe dirigente di cui intende circondarsi se verrà eletto ribadendo che non farà “nessun patto, nessuna garanzia per nessuno, la mia proposta programmatica sarà offerta direttamente alla base, agli iscritti e agli elettori del Pd, a quelli che vorranno venire a scegliere il segretario alle primarie di ottobre”. Quindi assicura “costruiremo un partito rinnovato e aperto, in cui si studia e si fa formazione, si discute e poi si decide, e soprattutto si torna ad ascoltare gli italiani”.


‘’Sono stato chiamato a guidare
il Pd quattro mesi fa - ricorda Franceschini - in un momento difficile, quando il progetto sembrava inesorabilmente destinato a fallire’’ anche a causa delle divisioni tra dirigenti. Invece ‘’tutti si sono rimboccati le maniche e capito che la nostra litigiosita’ avrebbe consegnato alla destra il Paese’’. E cosi’ ‘’abbiamo cominciato a parlare dei problemi degli italiani, abbiamo avanzato proposte per chi e’ in difficolta’ davanti alla crisi, abbiamo alzato la voce per denunciare assenze e falsita’del governo’’.


‘’Oggi - prosegue Franceschini - potrei dire missione compiuta, abbiamo arginato la destra e dato futuro al progetto del Pd. Prima del 5 giugno avevamo un Pdl al 45%, le citta’ piu’ importanti in mano alla destra e un Pd piegato e umiliato. Ora il quadro e’ profondamente cambiato: in un Europa attraversata purtroppo da un impetuoso vento di destra, il Pdl dopo un solo anno di governo arretra; il Pd e’ lontano dal risultato dell’anno scorso ma vince in citta’ e province in tutta Italia, e diventa il primo partito per consensi nel campo riformista in Europa e promuove l’Alleanza dei progressisti’’. 
 










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