L’imprenditore al centro dell’inchiesta di Bari racconta la sua verità: "Ho creduto che sarebbe stato più facile frequentarlo facendomi accompagnare da bellissime ragazze. Spero che mi perdoni perché so che è un uomo che non sa portare rancore"
Roma, 26 giugno 2009 - «Sono stanco di questo gioco al massacro, stanco di leggere tante falsità, stanco di essere definito un procacciatore di escort». Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore al centro dell’inchiesta di Bari che ha toccato anche il premier, racconta la sua verità in una lunga intervista al quotidiano ‘Il Giornale' in edicola domani.
«Che cavolata che ho fatto, che stupido sono stato...», racconta Tarantini. «Quando ho avuto la possibilità di conoscere Berlusconi, ho toccato il cielo con un dito. Non mi sembrava vero. Poi l’ho conosciuto sul piano personale, con la sua simpatia, il suo calore umano, il suo rispetto per gli altri, la sua genialità. Davvero irresistibile. E ho creduto che sarebbe stato più facile frequentarlo facendomi accompagnare da bellissime ragazze. Da qui è venuta fuori la storia che ha occupato i giornali e che è nella realtà molto diversa da come è stata raccontata».
L’imprenditore chiede scusa a Berlusconi «per aver dato il pretesto a Repubblica, all’Espresso e agli altri organi della sinistra di coinvolgerlo in questo tipo di storie. Spero che mi perdoni perché so che è un uomo che non sa portare rancore».
E ancora: ‘’Se avessi saputo che Patrizia D’Addario faceva la escort non l’avrei mai frequentata e tantomeno l’avrei portata ad una cena col presidente. Lei si era presentata -dice - come figlia di un imprenditore del settore edile. Ho letto che avrebbe chiesto a me e al presidente di intervenire su una pratica edilizia. Ma vi rendete conto? Ma come si puo’ pensare che il presidente potesse fare qualcosa in un Comune, in una Provincia, in una Regione, tutte amministrate dalla sinistra? Una vera assurdita’.
‘’Ne viene fuori -aggiunge Tarantini- che questo e’ stato soltanto un alibi per coprire la vera missione’’: ‘’un’imboscata al presidente’’. ‘’Quanto deve farsi dare una persona -conclude, riferendosi alla D’Addario definitasi escort- per una patente di questo tipo che le segnera’ la vita? La risposta di tutti e’: molti, molti soldi’’.
La cena dal presidente del Consiglio a Palazzo Grazioli la sera tra il 4 il 5 novembre 2008? «Una cena del tutto normale, durante la quale, e data anche la ricorrenza delle elezioni Usa, si è prevalentemente parlato di politica.
Quanto ho letto sui giornali in merito a quella sera è fuori dalla realtà. Non risponde a verità», dice ancora Gianpaolo Tarantini.
Del resto, l’abitudine dell’imprenditore barese di circondarsi di belle ragazze valeva per tutte le sue frequentazioni. Anche quelle, ricorrenti, coi politici locali di centrosinistra in Puglia: «Diciamo che avere al fianco una bella ragazza fa sempre comodo, ti rende certamente meno noioso», conclude Tarantini.
fonte Agi