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UCCISO A CAPODANNO A NAPOLI

Figlia del boss condannata a 10 anni di carcere
I pm avevano chiesto 30 anni di reclusione

Emanuela Terracciano, accusata dell’omicidio di Nicola Sarpa durante i festeggiamenti di fine anno, è stata condannata a soli dieci anni. Per il gip si è trattato di omicidio volontario ma con dolo eventuale

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La bara di Nicola Sarpa (foto Ansa) Napoli, 27 giugno 2009 - La ragazza 22enne, Emanuela Terracciano, figlia del boss Salvatore, accusata dell’omicidio di Nicola Sarpa, ucciso ai Quartieri Spagnoli di Napoli nel corso dei festeggiamenti dello scorso Capodanno, e’ stata condannata a dieci anni di carcere mentre il pm aveva chiesto per lei 30 anni di galera. Lo riferiscono alcuni quotidiani.


Sarpa, poco meno di 24 anni, mentre era affacciato al balcone della propria abitazione al secondo piano del civico 4 di vico Trinita’ degli Spagnoli, fu colpito da un proiettile, che lo raggiunse alla testa tra la tempia e l’occhio sinistro, provocandone la morte.


Per l’accusa a sparare quel colpo fu la Terracciano. Per il gip si e’ trattato di omicidio volontario ma con dolo eventuale. Di qui la condanna a 10 anni, inferiore a quanta richiesta dal pubblico ministero. Il legale di parte civile ha annunciato ricorso.










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