Il riconteggio del 10% delle schede ha ribadito la legittimità della rielazione di Ahmadinejad, che ha chiesto sia fatto luce sull'omicidio della manifestante. Rilasciati 5 dipendenti dell'ambasciata britannica
Teheran, 29 giugno 2009 - Il Consiglio dei Guardiani ha approvato oggi la rielezione alla presidenza dell’Iran di Mahmud Ahmadinejad, rigettando le proteste dei candidati sconfitti, che hanno portato a manifestazioni di piazza e disordini senza precedenti nei 30 anni della Repubblica islamica.
Dopo il riconteggio del 10% delle schede effettuato oggi, il capo del Consiglio, l’ayatollah Ahmad Jannati, ha informato il ministero dell’Interno che non sono state riscontrate irregolarità di rilievo. Alla revisione, secondo quanto è stato possibile sapere, non hanno partecipato i rappresentanti dei due candidati che avevano chiesto l’annullamento del voto denunciando gravi brogli: il moderato Mir Hossein Mussavi e il riformista Mehdi Karrubi.
La notizia, secondo quanto riportano alcuni blogger, avrebbe scatenato una nuova ondata di proteste: molta gente sarebbe scesa in strada a Teheran contro la prevedibile decisione del Consiglio dei Guardiani.
Anche oggi, secondo quanto riportano sempre diversi blog, molti sostenitori di Mussavi avrebbero cercato di formare una catena umana lungo il viale Vali Asr, ma le forze di sicurezza lo avrebbero loro impedito. Le stesse fonti, che non trovano conferme ufficiali, dicono che non vi sono stati scontri.
Nel frattempo rimane alta la tensione con l’Occidente, in particolare con la Gran Bretagna, dopo gli arresti avvenuti venerdì di nove dipendenti iraniani dell’ambasciata britannica a Teheran, accusati di avere avuto un "ruolo" nel fomentare i disordini.
Cinque di loro, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Hassan Qashqavi, sono stati rilasciati, mentre gli altri quattro sono ancora sotto interrogatorio. Il portavoce ha assicurato che il governo della Repubblica islamica "non ha in programma la chiusura di alcuna ambasciata europea a Teheran" nè "la riduzione del livello delle relazioni diplomatiche", nemmeno con Londra.
Tuttavia il primo ministro britannico Gordon Brown ha condannato oggi l’arresto dei dipendenti iraniani definendolo "un’azione inaccettabile, ingiustificata e senza fondamento".
Intanto Ahmadinejad ha chiesto all’ayatollah Hashemi Shahroudi, responsabile della giustizia nella Repubblica Islamica, di fare luce sull’omicidio della giovane Neda, la 26enne uccisa la scorsa settimana durante una manifestazione di protesta contro i risultati delle elezioni presidenziali. Condannando quello che ha definito "il baccano e la propaganda fatto dai media stranieri" ha chiesto che siano trovati i colpevoli di quanto avvenuto.
In una lettera inviata al capo dell’apparato giudiziario e citata oggi dall’agenzia Isna, Ahmadinejad chiede di individuare i responsabili di questo episodio che, afferma, "l’opposizione e i nemici" hanno usato per cercare di "rovinare la pura immagine della Repubblica islamica".