Caruso vuole unire le proteste: divisi i movimenti. Gli sfollati: "Manifesteremo anche noi con rivendicazioni pacifiche"
ROMA, 29 giugno 2009 - MOBILITAZIONE generale dei movimenti antagonisti in vista del G8 dell’Aquila ma con molte spaccature. I gruppi no global sono in fermento e contano di inglobare, nella protesta, anche i comitati cittadini locali che si battono per la ricostruzione. E’ questa la linea di Francesco Caruso, ex parlamentare del Prc, che proprio in queste ore ha lanciato un appello alla mobilitazione «gestita in modo determinante dai terremotati».
Con quest’ottica si muovono i gruppi che anche sabato hanno distribuito volantini contro il G8 durante il corteo dei manifestanti all’Aquila. Un’iniziativa che ha provocato rabbia nel corteo degli sfollati e dei comitati. «Saremo presenti all’Aquila in quei giorni — ha detto Mattia Lolli del comitato 3 e 32 — ma le nostre rivendicazioni sono pacifiche. Vogliamo portare avanti la nostra ferma richiesta di ottenere la ricostruzione della città al cento per cento».
LA LINEA di Caruso ipotizza la fusione tra i diversi malumori, quelli no global contro i grandi della terra e quelli dei terremotati per la ricostruzione, in un’unica marcia. Su questa premessa si sono schierati i sindacati di base, i marxisti leninisti e le formazioni più politiche. Ma nell’area antagonista esiste anche un’altra anima più legata ai centri sociali, che vorrebbe manifestazioni diffuse in tutte le città italiane nei giorni del vertice, ma senza strumentalizzare i terremotati.
CARUSO appartiene all’ala politica e conta sul malumore degli abruzzesi per dare corpo alle proteste. La divisione del mondo no global porterà, secondo gli 007, concentrazioni più ridotte di manifestanti in un unico luogo, l’Aquila appunto, ma maggiori rischi di interventi «diffusi». Sicuramente tutta la settimana fino al 10 luglio, giorno di chiusura del G8, sarà «calda» e il primo banco di prova sarà il 4 luglio la manifestazione contro il raddoppio del base Usa dell’aereoporto Dal Molin di Vicenza. In quella occasione si «potrà testare» la forza del movimento che si ritroverà poi il 7 luglio a Roma per l’arrivo delle prime delegazioni straniere.
L’8, giornata di apertura del summit, si prevedono azioni dimostrative a Roma, Napoli, Ancona, Bologna, Padova, Genova, Palermo. In programma ci sarebbero blocchi di strade e di cortei delle autorità, soprattutto nella Capitale. All’Aquila il primo appuntamento è per la fiaccolata del 6, a tre mesi dal sisma, e poi il 7 con un forum e il 10 con una «marcia pacifica di massa» che è quella alla quale i no global contano di far aderire anche gli abruzzesi colpiti dal terremoto.
s.m.