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APOCALISSE A VIAREGGIO / L'INFORMATIVA

Matteoli: "Non è vero che ci sono pochi fondi per la sicurezza"

Il ministro alle Infrastrutture: "Chi vi parla ha sempre, dico sempre, privilegiato la sicurezza della rete e degli impianti e ciò è ampiamente testimoniato dalle risorse destinate per tali finalità nei piani delle ferrovie dello Stato”

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Il ministro Altero Matteoli (Ap / Lapresse) Roma, 1 luglio 2009 -  Quanto accaduto a Viareggio non è da addebitare alla limitatezza delle risorse destinate alla sicurezza e alla manutenzione della rete ferroviaria. Ad assicurarlo il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, durante l’informativa del governo sul disastro di Viareggio.


Alcuni “parlamentari hanno ribadito che quanto è accaduto è da addebitare alla limitatezza delle risorse destinate alle ferrovie dello Stato e dal governo per la manutenzione e la sicurezza della rete. Una scelta, secondo quanto dichiarato, per garantire investimenti solo nella rete ad alta velocità. Posso assicurarvi - ha sottolineato il ministro - che le asserzioni non rispondano al vero. Chi vi parla ha sempre, dico sempre, privilegiato la sicurezza della rete e degli impianti e ciò è ampiamente testimoniato dalle risorse destinate per tali finalità nei piani delle ferrovie dello Stato”.


“In merito alle iniziative assunte dal governo per evitare inconvenienti nel comparto ferroviario relativo al trasporto merci posso assicurare - ha aggiunto Matteoli - che l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie è sempre intervenuta tempestivamente con azioni mirate, come ultimamente nell’incidente avvenuto alla stazione di Prato dove ha disposto in data 23 giugno una serie di controlli straordinari su circa 100 carri cisterna analoghi a quello oggetto allo scopo di verificare la presenza di anomalie”.


"Sono in corso accertamenti sulla integrità della struttura delle cisterne ribaltate che hanno provocato la sciagura di Viareggio - annuncia poi Matteoli - Ulteriori accertamenti sono in atto per verificare l’opportunità di intervenire su carri cisterna per trasporto gas compressi, liquefatti o disciolti della serie Zags e Zakks immatricolati presso le reti estere".

 Per quanto riguarda poi il «controllo effettuato sui carri dai tecnici della verifica in partenza, secondo quanto riferito da Trenitalia, non era stata evidenziata alcuna anomalia. Il carro non era del gruppo Ferrovie dello Stato ma appartiene alla società privata la Gatx, società americana, con sede europea a Vienna cui spettano, secondo le direttive comunitarie, anche le attività di revisione e manutenzione ed è stato ammesso a circolare dalla agenzia per la sicurezza ferrovieria tedesca. Il carro - sottolinea Matteoli - aveva passato la prevista revisione e le attività di revisione erano state eseguite presso la società Cima di Bozzolo in provincia di Mantova.
Anche il peso del carro era in regola

Una commissione d’inchiesta sull’incidente ferroviario di Viareggio è stata nominata dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli. Alcuni funzionari dell’Agenzia per la Sicurezza Ferroviaria "si trovano già sui luoghi del disastro per le prime verifiche".










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