Le ultime tre vittime sono un cittadino marocchino e la moglie: anche i due figli sono morti. Nella notte si è arresa un'altra donna. I mille sfollati rientrano nelle loro abitazioni. E sulle cause dell'immane tragedia, si punta sulla ruggine sull'asse del carrello
Viareggio, 3 luglio 2009 - Venti morti in attesa di una sepoltura, dieci quelli che hanno un nome e un cognome, venticinque feriti di cui troppi in condizioni gravissime, centinaia di sfollati che cominciano timidamente a rientrare nelle loro case: sono i numeri che scandiscono l’ultimo giorno di lutto cittadino a Viareggio, dopo il terribile incidente ferroviario della notte fra il 29 e il 30 giugno.
Con la morte, questa notte, di una donna ricoverata gravissima all’ospedale di Carrara il bilancio del disastro ferroviario di Viareggio è salito a 20 decessi.
Alle 14,30 di ieri si era arresa un'altra donna all’Ospedale della Versilia,:era apparsa da subito in condizioni disperate. L’identificazione dei morti senza nome prosegue, e prosegue l’indagine della Procura di Lucca, ora alla fase degli accertamenti documentali, del sequestro dei mezzi e degli esami.
Ed è stata strappata alla vita, oggi, Abou Talib Aziza: vittima numero 19, era la moglie di Mohamed Ayad, morto ieri all’ospedale di Cesena, e la madre di Hamza Ayad, il ragazzo di 17 anni morto nel tentativo di salvare la sorellina di 4 anni Iman, morta poi al Bambin Gesù di Roma la notte successiva a quella dello scoppio.
“Anche se non escludiamo nessuna pista, lavoriamo su una ipotesi probabile, il cedimento di una componente meccanica di uno dei vagoni”, dice il procuratore capo di Lucca, Aldo Cicala, a confermare le impressioni del primo giorno. Che il vagone cisterna sotto accusa fosse una ‘carretta’, piuttosto che un carro, sembra sempre più evidente anche a Silvio Berlusconi: l’incidente “forse non è solo causato dalla malasorte”, osserva il premier dall’Abruzzo. “Anche se venissero tranciate le valvole - osserva Andrea Gambacciani (Filt-Cgil) - una cisterna deve essere costruita in modo tale che il gas non fuoriesca, tant’è vero che in altri casi di cisterne deragliate non c’è stata fuoriuscita”.
Risponde parallelamente l’amministratore delegato delle Fs Mauro Moretti, che oggi è stato sentito in Senato: “Il carro che ha provocato l’incidente è stato omologato nel 2004 in Germania - ha detto - ma abbiamo scoperto che la componentistica della sicurezza era del 1974 ed era stata fabbricata nella ex Germania est”. Da verificare l’ipotesi, lanciata dal tecnico di Rfi Riccardo Antonini, di una vecchia “saldatura abborracciata” trovata sul punto di rottura dell’asse, insieme alla ruggine.
Moretti smentisce seccamente: “Ho letto cose aberranti dette da persone che si sono qualificate come tecnici - ha replicato - non c’è stato nessun tipo di saldatura rotta, si è trattato di uno strappo, punto”.
L'AGENZIA PER LA SICUREZZA
“Tutti i tecnici che stanno esaminando sono concordi su un’univoca causa: il cedimento strutturale” del carro che ha provocato l’incidente a Viareggio. Lo rileva il direttore dell’Agenzia Nazionale della Sicurezza Ferroviaria (Ansf), Alberto Chiovelli, ascoltato dalla Commissione Lavori Pubblici del Senato.
“Come è noto - spiega Chiovelli che annuncia l’avvio di un’inchiesta da parte dell’Agenzia - l’immatricolazione è stata fatta in Germania, ora si sta esaminando la storia del carro”. Occorre vedere se “tutte le procedure sono state rispettate”.
L’Ansf è in contatto con l’Autorità tedesca “che ha dato la piena disponibilità” a collaborare. Ansf di concerto con Trenitalia ha fermato “sei carri di questa società (Gatx, ndr) per attendere l’esame degli ultrasuoni”. In via cautelativa, Trenitalia ha anche fermato tutti i carri della società proprietaria di quello che avuto l’incidente in attesa di avere i risultati degli esami.