Il fotoreporter sardo è assistito da un neo-europarlamentare eletto per l'Idv: il tribunale del riesame decide il 7 luglio. Intanto Zappadu smentisce di avere foto 'pruriginose' del premier e Topolanek
OLBIA, 2 LUGLIO 2009 - Il fotografo sardo Antonello Zappadu va al contrattacco. Non ci sta a farsi sequestrare la 'miniera' di foto scattate a villa Certosa al premier Silvio Berlusconi e ai suoi ospiti.
Assistito dall’avvocato Giommaria Uggias - neoeletto all’europarlamento con Idv - il fotoreporter ha impugnato davanti al Tribunale del riesame la sentenza datata 24 giugno con la quale il giudice di Tempio Pausania ha disposto il sequestro di tutte le fotografie. La questione sarà discussa dal Tribunale del riesame il 7 luglio.
Quelle immagini, argomentava il giudice Vincenzo Cristiano, sarebbero state riprese invadendo la vita privata di Berlusconi con un potente teleobiettivo. Ma la tesi della difesa è diversa: "A nostro parere - spiega Uggias - non ci sono i presupposti tecnico-giuridici per l’emissione del provvedimento di sequestro che per noi e’ ingiusto. Si e’ voluto fare una prova muscolare sapendo che non avrebbe portato a nulla visto che le foto non sono nella disponibilita’ del mio assistito". Già, perché gli scatti sono stati ceduti in blocco a un’agenzia in Colombia.
LA SMENTITA
Su un altro fronte, registriamo la smentita di Zappadu riguardo al contenuto di un articolo del Riformista che parlava dell'esistenza di 'foto pruriginose' di Topolanek e Berlusconi che "incombono sul G8"
"Dopo che alcuni giornali stranieri mi hanno chiamato per chiederne conferma, ho letto, con mio grande stupore, il farneticante articolo di Fabrizio D’Esposito su il Riformista, nel quale vengono riportate illazioni e falsità di una gravità inaudita", afferma Zappadu.
E continua: "Premesso che nè personalmente, nè alcuno a me riferibile, ha mai parlato con questo giornalista, smentisco nella maniera più categorica di aver mai potuto affermare che esistano scatti o pose, da me immortalate, del premier Mirek Topolanek e Silvio Berlusconi nelle pose e nelle situazioni che in quell’articolo vengono falsamente riportate".
"Ho già tanti e tali problemi ad affrontare una situazione così delicata e difficile, sotto molti aspetti, compresi quelli della libertà di stampa nel nostro paese, da non poter consentire ad alcuno di mestare e di falsare la verità in questa infamante maniera; per cui con i miei avvocati provvederò a tutelare in ogni sede, insieme alla verità dei fatti e delle sole cose che dico, anche la mia dignità e il mio decoro professionale".