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GIUSTIZIA

Entra in vigore la riforma del processo civile
Alfano: "Da oggi i processi saranno meno lenti"

Il ministro della Giustizia sottolinea che i processi "non potranno durare più di dieci anni", grazie a una razionalizzazione del sistema, multe per i ritardi, più competenze per i giudici di pace

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Angelino Alfano Roma, 4 luglio 2009  - Entra oggi in vigore la riforma del processo civile, "approvata con l’intento di aggredire il principale nemico della nostra giustizia: la lentezza".

 

Così il ministro della Giustizia Angelino Alfano, che in una lettera al Corriere della Sera sottolinea che i processi "non potranno durare più di dieci anni", grazie a una razionalizzazione del sistema, multe per i ritardi, più competenze per i giudici di pace. Il tutto per risolvere una situazione di "paralisi" che "imprigiona una enorme quantità di ricchezza, una risorsa occulta che è indispensabile restituire al circuito economico in un periodo di crisi".

 

L’eccessiva lunghezza dei processi, ammette tuttavia Alfano, "continuerà ad affliggere il nostro paese fino a quando non verrà eliminato il pesante debito pubblico giudiziario, costituito dagli oltre 5 milioni di cause pendenti. È questa la nostra prossima sfida: far correre la giustizia italiana togliendo dalle sue spalle lo zaino di piombo dell’arretrato. A tal fine è indispensabile la leale collaborazione dell’avvocatura italiana", e "sono allo studio ulteriori importanti interventi straordinari, sua sul piano delle risorse che sul piano normativo".

agi

  • 04/07/2009 16:15
    VANNA/FI
    SPERIAMO..... HO APPENA FINITO DI LEGGERE L'ARTICOLO SUL BIDELLO CHE HA MOLESTATO DUE ALUNNE. CI SONO VOLUTI 17 ANNI ED ERA PENALE..... AUGURI!
  • 04/07/2009 22:52
    empedocle8
    già,per il riconoscimento,già dato ad altro lavoratore ,altri di pari mansione devono fare causa per ottenere un diritto riconosciuto dalla precedente sentenza....evviva
  • 06/07/2009 09:21
    beau geste
    bravo alfano; contro un muro di interessi politici ed economici sta facendo gli interessi dei cittadini: infatti siamo, speriamo non più, l'unico paese europero occidentale dove l'imputato deve difendersi con un solo avvocato contro il pubblico ministero ed il giudice. per non parlare di tempo e soldi persi causa assenteismo di molti magistrati o per la loro indolenza.
  • 06/07/2009 15:27
    MARCO PD
    ..speriamo bene...comunque non si può certo dire 'bravo Alfano'... Non sa nemmeno dove abita a roma il giovane siculo..lo portano in giro e gli fan firmare quel che loro pare
  • 06/07/2009 17:38
    lorenzo primo
    Non sono un esperto in materia giudiziaria, ma mi pare che già all'epoca del ministro della giustizia Castelli, si fosse individuata una causa della crisi del nostro sistema giudiziario nella farragginosità delle leggi e dei codici, tanto che ci fu una proposta di riscriverli interamente. se ciò non è avvenuto significa che in qualche luogo ci sono delle resistenze, quindi si deve verificare a quale corporazione giovi mantenere lo stato attuale.....credo che su questi temi vada accentrata l'attenzione dei cittadini non sulla vita privada del presidente del consiglio che non migliora e non peggiora la nostra.
  • Sono presenti 5 commenti
 

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