Le prime analisi sulle tracce lasciate dallo stupratore sui vestiti e sullo scotch col quale ha legato le sue vittime corrispondono: l'aggressore di un mese fa alla Bufalotta e quello di due giorni fa all'Ardeatino sono la stessa persona. Gli investigatori però avvertono: "i test richiedono tempi tecnici molto più lunghi"
Roma, 4 luglio 2009 - A conferma di ciò che sospettavano gli investigatori ci sono anche i primi esiti degli esami sulle tracce lasciate dallo stupratore sui vestiti e sullo scotch col quale ha legato le sue vittime: il Dna coincide, dunque l’aggressore di un mese fa alla Bufalotta e quello di due giorni fa all’Ardeatino, periferie residenziali di Roma, e’ lo stesso uomo.
La pista dello stupratore seriale cosi’ diventa sempre piu’ concreta. Il modus operandi dello stupro della giornalista alla Bufalotta un mese fa e quello della studentessa universitaria due notti fa all’Ardeatino sembrava portare la stessa firma: entrambe aggredite dopo avere parcheggiato nel box auto, minacciate con un coltello da un uomo con un passamontagna e dall’accento romano, immobilizzate con lo scotch, messo anche sulla bocca per non farle urlare, e poi abusate.
Nessuna delle due era stata picchiata o rapinata. Ora oltre alla identica modalita’ c’e’ anche un Dna coincidente, una prima concreta traccia per risalire all’identita’ dello stupratore.
Dalla questura di Roma si e’ appreso che ‘’la notizia relativa ai primi accertamenti del dna su i due stupri di Bufalotta e Ardeatino, viene presa con molta cautela’’.
In sostanza da via di San Vitale ‘’arriva una sorta di frenata all’ipotesi che siano arrivati gia’ i primi risultati visti i tempi tecnici molto lunghi che l’accertamento del dna richiede’’.
Sempre la questura fa notare tra l’altro che alcuni ‘’reperti relativi al caso di via Sommer si trovano ancora negli uffici della polizia’’.
Secondo quanto appreso da fonti qualificate l’Ansa ribadisce che i primi esiti degli esami sulle tracce lasciate dall’aggressore sui vestiti delle vittime e sullo scotch usato per legarle, sia alla Bufalotta che all’Ardeatino, dimostrano che il Dna coincide, un dato questo che avvalora ancora di piu’ la tesi dello stupratore seriale.