L'uomo, rifugiato politico dal 2004 nel nostro Paese, stava facendo volantinaggio in zona Monteverde. Prima gli hanno lanciato una bottiglia, poi è partita l'aggressione. Solidarietà dalle istituzioni
Roma, 4 luglio 2009 - Gli hanno urlato ''sporco negro, noi facciamo la volontà del governo, dovete tornare a casa vostra'', poi l'hanno colpito con delle bottiglie di vetro ferendolo al sopracciglio sinistro. Vittima dell'aggressione un rifugiato politico congolese, finito nel mirino di un gruppetto di tre italiani mentre faceva volantinaggio in zona Monteverde a Roma.
L’episodio, che risale al 2 luglio ma reso noto solo oggi, è avvenuto intorno alle 15 mentre lo straniero era impegnato a distribuire depliant pubblicitari in via di Donna Olimpia suonando e citofonando porta a porta. Qualcuno prima gli ha detto di non disturbare, poi per farlo smettere gli hanno lanciato una bottiglia. Un uomo è sceso per strada ed è iniziata una colluttazione alla quale si sono aggiunte altre due persone.
Il congolese si è rifugiato in uno stabile e ha chiamato il 113. L'arrivo della polizia lo ha così salvato dai suoi aggressori, tra i 30 e i 50 anni, che prima di fuggire lo hanno anche derubato dei soldi che aveva in tasca e del passaporto.
L'extracomunitario, dal 2004 in Italia dove si è sposato ed è nata sua figlia, è stato portato al San Camillo, qui è stato medicato per le escoriazioni e una ferita lacero contusa al sopracciglio. Gli è stato diagnosticato anche un trauma cranico.
Solidarietà al congolese è stata espressa dalle istituzioni. “L’insulto razziale offende più della violenza fisica - ha detto il sindaco Alemanno - Indubbiamente quello che rende grave l`aggressione a Monteverde non è tanto l'entità delle lesioni riportate, quanto l'idea che nella nostra città si aggirino personaggi che odiano e assalgono in base al colore della pelle”.
La comunità del Lazio "si stringe attorno all’ennesimo cittadino colpito dalla violenza razzista a Roma", ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo. "Fa davvero impressione il montare dell’ondata xenofoba e l’aumento vertiginoso di simili episodi in una città storicamente aperta e pacifica come Roma - sottolinea in una nota - ora è importante che tutti colgano pienamente la gravità del fenomeno e retrocedano dalla tentazione di alimentare ancora, irresponsabilmente, campagne fondate sulla paura e sulla criminalizzazione degli stranieri.