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ERA LA GUIDA DEI VEGGENTI

E' stato espulso il frate "eretico"
Accusato anche di sesso con una suora

Medjugorje: uscita di scena di frate Tomislav Vlasic. La decisione comunicata dal Ministro generale dei Francescani, José Rodrigues Carballo, segna un altro passaggio chiave del difficile momento del santuario mariano

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Medjugorje (foto Ap, Hidajet Delic) Roma, 30 luglio 2009 - "Carissimo fratello, il Santo Padre, accogliendo la richiesta di frate Tomislav Vlasic, responsabile di condotte lesive della comunione ecclesiale sia in ordine dottrinale che disciplinare e incorso nella censura dell’interdetto, gli ha concesso la grazia della riduzione allo stato laicale e la dispensa dai voti religiosi".

 

La lettera firmata il 10 marzo dal Ministro generale dei Francescani, José Rodrigues Carballo ai ministri provinciali di Bosnia Erzegovina, Croazia e Italia (e il cui estratto è noto solo adesso) segna un altro passaggio chiave del difficile momento dei frati del santuario mariano di Medjugorje.

 

Oltre all’uscita di scena di Vlasic, che in una lettera a Giovanni Paolo II del 1984 si definì "colui che, attraverso la Divina provvidenza, guida i veggenti di Medjugorje", nei giorni scorsi si è ritirato nell’isola croata di Badija padre Jozo Zovko, sino a pochi anni fa direttore spirituale dei veggenti, e già colpito da tre decreti sospensivi (il primo dell’89) per una serie di presunti abusi sessuali. Quella degli abusi sessuali è una accusa che Zovko ha in comune con Vlasic.

 

Come informa la lettera del 30 maggio 2008 firmata dal segretario della Congregazione per la dottrina della fede arcivescovo Angelo Amato, "notizie non infondate giunte a questa Congregazione rivelano che il religioso, incorso nella censura dell’interdetto, non ha ottemperato neppure parzialmente all’obbedienza eccelesiastica richiesta dalla sua delicatissima situazione che lo vede coinvolto, nel contesto del fenomeno di Medjugorje, per rivelazione di dubbie dottrine, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disobbedienza agli ordini legittimamente impartiti e addebiti contra sexum".

 

Fuor di metafora, Vlasic era accusato, tra l’altro, di aver avuto nel 1976 (ma la vicenda era emersa solo nel 1984 e dal 1987 questo lo aveva sopinto a lasciare Medjugorje) una relazione con suor Rufina, alias Manda Kosul, una suora croata conosciuata a Zagabria, che lo accusò di averla messa incinta e poi di non aver ricosciuto il figlio che ne nacque.

 

La decisione di chiedere la riduzione allo stato laicale è stata presa da Vlasic — come conferma Padre Francesco Bravi, procuratore generale dell’Ordine dei Francescani — visto il procedimento che era stato avviato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede e che si stava concludendo con un decreto di riduzione allo stato laicale. Messo spalle al muro, il frate ha compreso che per lui non c’era più spazio. Tra chi gli era vicino l’epilogo era atteso, anche se gli irriducibili già gridano alla persecuzione "subita come Padre Pio che poi è stato fatto santo". Una similitudine che pare assolutamente fuori luogo.

 

a. f.










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