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SOMALIA / DOPO 4 MESI DI DRAMMATICA PRIGIONIA

Rilasciati gli italiani della Buccaneer
La Farnesina: "Nessun riscatto"

Liberata la nave sequestrata nel Golfo di Aden l’11 aprile scorso. Il capitano: "Siamo contenti". I pirati: "Pagati 4 milioni di dollari", ma Frattini e l'armatore della nave smentiscono

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La nave Buccaneer, battente bandiera italiana, sequestrata dai pirati in Somalia (Ap / Lapresse) Roma, 10 agosto 2009 - Un incubo durato quattro mesi, finito ieri sera, e che oggi ha fatto esplodere di gioia le città dei marinai del Buccaneer, il rimorchiatore sequestrato dai pirati somali l’11 aprile scorso nel Golfo di Aden. Dieci gli italiani a bordo della nave, insieme a cinque marinai romeni e a un croato. Sono in viaggio verso Gibuti , scortati da navi militari, e per Ferragosto arriveranno nelle loro città già in festa, Ercolano, Ortona, Torre del Greco, Mazara del Vallo.

 La liberazione è stata annunciato dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, che ha fatto sapere che "i pirati si sono ritirati" e che i marinari "stanno bene e sono liberi di ripartire verso l’Italia". Frattini ha comunque smentito il pagamento di un riscatto per il rilascio del rimorchiatore italiano, parlando invece di "impegno personale del premier somalo per un intervento politico molto forte". "Le autorità somale hanno fatto capire ai pirati che non c’era alternativa alla liberazione che è avvenuta nel modo più semplice: si sono ritirati" ha detto. Non c’è stata nessuna contropartita in denaro, ma solo un eccellente lavoro di squadra".


A parlare di riscatto era stato ieri sera alla Reuters proprio uno dei pirati che aveva parlato di 4 milioni di dollari, cifra che per il coordinatore dell’East African Seafarers Assistance Programme, Andrew Mwangura, sarebbe addirittura superiore: cinque milioni in cambio della vita dei sequestrati. "Ieri sera - avrebbe detto Mwangura - i pirati contavano i soldi ricevuti".
 

Ma la versione della Farnesina è stata poi confermata anche dall’armatore della Buccaneer. "Sono stati tenuti contatti diplomatici ininterrotti con il governo somalo, le autorità del Puntland, i governatori locali e i capi tribù del territorio: operato di cui ringraziamo il governo, il ministero degli Esteri, il ministero per la Difesa, il Commissario straordinario Margherita Boniver, gli staff dei Ministeri, l’unità di crisi presso la Farnesina - ha detto Silvio Bartolotti, presidente della Micoperi -. Finalmente abbiamo ottenuto l’obiettivo che ci premeva sopra ogni altro, e cioè la salvezza, l’incolumità e il ricongiungimento con le famiglie, dei nostri 16 dipendenti". Nel rivelare i "punti critici" della vicenda, Bartolotti ha anche fatto sapere che il governo del Puntland avrebbe anche a un certo punto fatto sapere di aver fermato la nave italiana per via dei rifiuti tossici. "Abbiamo - ha detto - ricominciato tutto daccapo più volte".


Intanto soddisfazione per l’operazione è stata espressa da tutte le forze politiche a partire dal presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, dai presidenti di Camera e Senato, Gianfranco Fini e Renato Schifani, al ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

fonte Agi










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