La Gelmini dribbla i cortei via mare
"Stranieri, un tetto del 30% per classe"
E 'San Precario' protesta a Palermo
Il ministro ha raggiunto la scuola di Nisida. A insegnanti e dirigenti: "Chi fa politica esca dalla scuola". Intanto in tutt'italia sfila la rabbia dei precari. A Milano nuovo anno vecchi problemi
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Roma, 14 settembre 2009 - Nel giorno dell’avvio dell’anno scolastico, mentre gli insegnanti precari hanno dato vita a manifestazioni e proteste in tutta Italia, il ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, ha lanciato la proposta di introdurre un tetto del 30% alla presenza degli alunni stranieri in una classe e ha denunciato che «una minoranza di docenti e di insegnanti confonde la scuola con l’agone politico». Il ministro ha inaugurato oggi l’anno scolastico nel carcere penale minorile partenopeo di Nisida, dove è giunta via mare, aggirando cosi' il blocco stradale organizzato da genitori e insegnanti.
Rispondendo a una domanda dei cronisti sulla protesta dei precari, la Gelmini ha osservato che «esiste una minoranza di insegnanti e dirigenti scolastici che fanno politica. Credo che la scuola sia un’istituzione che vada rispettata, non certamente il luogo per portare le proprie idee politiche. Ma se stigmatizzo chi politicizza la scuola - ha proseguito il ministro - ho profondo rispetto con chi prende stipendi bassi e lavora con coscienza e passione. Con queste persone - ha garantito la Gelmini - io sono pronta ad aprire un dialogo. Accetto consigli e critiche. La scuola che ho in mente è scuola in cui si dà di più a chi merita di più, una scuola inclusiva».
Quanto agli stranieri, il titolare del dicastero di Viale Trastevere ha affermato che «in alcuni classi la presenza degli immigrati sfiora il 100 per 100. Queste non sono le condizioni adatte per favorire l’integrazione. Noi abbiamo annunciato un provvedimento di cui stiamo studiando gli aspetti tecnici che prevederà un tetto del 30 per cento per favorire le condizioni migliori per un’integrazione anche degli alunni stranieri. Poi avremo anche una nuova materia - ha spiegato - che credo sia significativa, l’educazione alla cittadinanza e costituzione.
Ossia favorire sia da parte dei nostri ragazzi, sia degli studenti immigrati la conoscenza dei principi basilari del vivere civile».
Sul fenomeno del precariato, la Gelmini ha riconosciuto che si tratta di «un disagio totale reale», al quale il governo «sta dando risposte» attraverso l’indennità di disoccupazione e le corsie preferenziali per le supplenze brevi. L’azione dell’esecutivo, ha riferito poi il ministro, è rivolta anche a garantire la «continuità didattica» nelle scuole, tamponando la diaspora dei circa 200mila professori che ogni anno cambiano cattedra. «Viene consentita una mobilità eccessiva che va a danno degli studenti e della qualità della scuola - spiega il ministro -. Per questo noi stiamo ragionando per dare la facoltà ai dirigenti scolastici di mantenere gli insegnanti nella stessa classe, nello stesso istituto almeno per un biennio».
Proteste e manifestazioni dei precari contro i tagli occupazionali decisi dal governo si sono svolte questa mattina a Napoli, Sassari, Palermo, Milano e Catanzaro. In qualche caso le iniziative di protesta hanno provocato disagi e rallentamenti alla circolazione stradale. Si sono mossi anche gli studenti del sindacato Uds, che ha promosso una mobilitazione studentesca nazionale in tutte le città italiane per il prossimo 9 ottobre.
TETTO AGLI IMMIGRATI
"In alcuni classi la presenza degli immigrati sfiora il 100 per 100. Queste non sono le condizioni adatte per favorire l’integrazione": a proporlo è il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, in un’intervista telefonica a Maurizio Belpietro.
" Noi abbiamo annunciato un provvedimento di cui stiamo studiando gli aspetti tecnici che prevederà un tetto del 30 per cento per favorire le condizioni migliori per un’integrazione anche degli alunni stranieri - spiega -. Poi avremo anche una nuova materia che credo sia significativa, l’educazione alla cittadinanza e costituzione. Ossia favorire sia da parte dei nostri ragazzi, sia degli studenti immigrati la conoscenza dei principi basilari del vivere civile».
L’azione del governo, spiega poi la Gelmini, è rivolta anche a garantire la «continuità didattica» nelle scuole ‘tamponandò la diaspora dei circa 200mila professori che ogni anno cambiano cattedra. «Viene consentita una mobilità eccessiva che va a danno degli studenti e della qualità della scuola - spiega il ministro -. Per questo noi stiamo ragionando per fare in modo che la continuità didattica sia possibile e che, quindi, sia data la facoltà ai dirigenti scolastici di mantenere gli insegnanti nella stessa classe, nello stesso istituto almeno per un biennio. Migliorerebbe di molto la qualità della didattica nelle nostre scuole - conclude - ed è un obiettivo che noi ci prefiggiamo».
SFIDA AI PROF ANTI-RIFORMA
“Criticare è legittimo ma comportarsi così significa far politica a scuola e questo non è corretto. Se un insegnante vuol far politica deve uscire dalla scuola e farsi eleggere”. Il giorno della riapertura delle scuole e del ritorno in classe di 8 milioni di studenti, il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, in una intervista al Corriere della Sera, sfida gli insegnanti e i dirigenti che non applicano la riforma e attacca i sindacati sui precari: “Sono state vendute illusioni, ma credo che nei prossimi cinque anni la gran parte verrà assorbita”.
Quanto agli stranieri in classe “dall’anno prossimo ci sarà un limite del 30%”. E questo per evitare di creare “delle classi ghetto”. Il ministro parla poi della riforma dell’università, sottolineando che “tra ottobre e novembre partirà l’esame in Parlamento, spero che il prossimo anno sia operativa”.
ECCESSIVA MOBILITÀ TRA I PROFESSORI
Concedere ai presidi la facoltà di imporre agli insegnanti di rimanere nella stessa classe per almeno due anni. E’ il provvedimento a cui sta lavorando il ministero dell’Istruzione per ridurre il numero, circa 200mila, di quelli che ogni anno cambiano studenti. Lo ha spiegato il ministro Mariastella Gelmini, in una intervista alla trasmissione televisiva Mattino 5. “Viene consentita - ha sottolineato - una mobilità eccessiva, a danno degli studenti e della qualità della scuola. Stiamo ragionando per fare in modo che la continuità didattica sia possibile, e quindi sia data la facoltà ai dirigenti scolastici di mantenere gli insegnanti nella stessa classe dello stesso istituto almeno per un biennio. Credo - ha aggiunto - che questo migliorerebbe di molto la qualità della didattica all’interno delle nostre scuole. E’ un obiettivo che ci prefiggiamo”.
GARANTIRE A INSEGNANTI RELIGIONE PARI CONDIZIONI
Agli insegnanti di religione vanno garantite “le stesse condizioni” degli altri insegnanti. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, intervenendo alla trasmissione televisiva Mattino 5. Il ministro si è detto “assolutamente d’accordo” con il Vaticano. “Credo - ha spiegato - che l’ora di religione debba avere pari dignità rispetto alle altre materie e che l’Italia non possa non riconoscere l’importanza della religione cattolica nella nostra storia e nella nostra tradizione. Quindi credo - ha concluso -che vadano garantite agli insegnanti di religione cattolica le stesse condizioni degli altri insegnanti”.
SINISTRA HA TERRORIZZATO LE FAMIGLIE
La sinistra “ha terrorizzato le famiglie” per mesi, ma ora la disponibilità del tempo pieno per 50mila studenti in più dimostra che il Governo aveva ragione. “Ricordiamo che l’anno scorso - ha spiegato il ministro - per mesi la sinistra ha terrorizzato le famiglie, dicendo che il Governo avrebbe tolto il tempo pieno, lo avrebbe dimezzato e non sarebbe stata più possibile questa opportunità. Dopo un anno con l’introduzione del maestro unico di riferimento ci saranno 50mila ragazzi in più che usufruiranno del tempo pieno. Credo che sia l’esempio più eclatante di come si utilizzi la scuola a fini strumentali e politici”.
Nonostante i previsti tagli agli organici (in tre anni 130mila docenti e 45mila unità di personale Ata), la formula del maestro unico, adottata da quasi il 70% degli alunni, ha permesso un leggero incremento del tempo pieno, dallo 0,9% al 2%, che corrisponde a circa 50mila bambini in più che ne usufruiranno.
- 14/09/2009 13:32
Francesco
Ho l'impressione che questo giovane e serio mininistro faccia le cose semplici e sensate che vuole la gente. Aggiungo che mi pare anche equilibrata, razionale e determinata. Che sia la volta buona che seppelliamo tutta la stupidità e che abbiamo "imbarcato" dal 1968 in poi con insegnanti degeneri frutto di quel periodo? Vuoi vedere che ce la fa? - 14/09/2009 14:40
MARCO PD
si può dire quel che si vuole di questa....ma se l'avvocatura l'ha voluta sostenere a reggio calabria una ragione ci sarà... è una macchia troppo grossa - 14/09/2009 14:44
maurizio
Maria Star ha detto: «C'è stata una strumentalizzazione pesante da parte della sinistra che ha cercato di far credere che la piaga sociale del precariato abbia origine con questo Governo». Negli anni '80 e '90 si è proceduto ad abilitazioni di massa. 125.000 persone sono entrate nelle graduatorie e altrettante sono state chiamate a fare supplenze brevi senza aver superato concorsi. «La scuola è stata trattata come un ammortizzatore sociale e oggi se ne pagano le conseguenze». Lei Come al solito accusa la Sinistra, come se la Sinistra di oggi fosse la stessa di 20 o 30 anni fa. Ma i conti in tasca loro del Governo attuale se li sono fatti più che bene!E non sono certo migliori di chi li ha preceduti in Sessant'anni! Intanto il mercatificio di Abilitazioni a noi è costato molti soldi, anni e anni di studio e anni e anni di precariato e di esperienza che lei non ha e non ha mai fatto prima di ricoprire una carica così importante. Vergogna! Vogliamo Umberto Eco alla Pubblica Istruzione - 14/09/2009 15:07
Gerardo
Gelmini è il peggior ministro che la scuola/università abbia avuto dall'Unità d'Italia. Sarebbero auspicabili/dovute le sue dimissioni immediate. - 14/09/2009 15:49
ivan
salvo non impedire ai bimbi extracomunitari di andare a scuola, ciò significherà non ghettizzarli in scuole di serie z e mandarli un po' in questa e po' in quella scuola... penso che la gelmini così ottenga l'effetto contrario a quello voluto dalla lega che non potrà impedire che nelle scuole fiche ci siano i figli di extracomunitari. un premio alla ministra (che tanto per non dimenticarlo ha dato l'esame di abilitazione alla professione a reggio calabria) - 14/09/2009 16:48
max.51
Sarebbe opportuno ridurre gli stipendi degli insegnanti visto il numero di ore lavorative che fanno.Sarebbe opportuno portare le ore lavorative da fare in istituto,a 40 settimanali,come tutti i lavoratori. - 14/09/2009 19:33
secondosalvatore
Un "lapsus lingue" del Ministro Gelmini considerato dal quotidiano > come un errore di grammatica. Questi, alcuni,cronisti che si attaccano su tutto, e pur di dire baggianerie leccherebbero la loro immagine allo specchio. - 14/09/2009 22:59
SUPERGIGI
la gelmini non ha accusato la sinistra di 20 o 30 anni fa di aver usato la scuola come ammortizzatore sociale, anche se in quel periodo il governo era di centro sinistra, ma ha parlato della strumentalizzazione che fa l`attuale sinistra volendo far credere che il precariato, derivato da quel periodo, sia da appuntare all`attuale governo. condivido pienamente che la politica non trovi posto alcun nell`impianto scolastico, cosi come ha tutta la mia approvazione per una distribuzione meno ghettizzante degli stranieri, sempre che siano figli di immigrati legali, ed aggiungerei un corso aggiuntivo di lingua italiana per facilitarne la comprensione dell`insegnamento e l`integrazione. bene lezioni di cittadinanza, male lezioni obbligatorie di religione, che a mio parere dovrebbero essere volontarie e senza credito. ottimo l`incremento del tempo pieno, sconfitta bruciante di chi ne affermava con parate, incatenamenti e scioperi che il maestro unico sarebbe stata la fine del tempo pieno. per ora dico non male next!! - 15/09/2009 08:00
Elena
Domanda polemica: quanti posti di lavoro si libererebbero, nell'ambito della pubblica istruzione, se fosse possibile revocare l'incarico a chi non è capace o non ha voglia di lavorare? Perchè io, cittadina libera di scegliere, posso permettermi di cambiare avvocato, ragioniere, medico... ma non devo " accettare per forza " che in cattedra, ad insegnare ai miei figli, ci siano persone che, essendo di ruolo, nessuno può smuovere anche se non sono in grado ( o non hanno nessuna voglia ) di insegnare? Quanti ottimi insegnanti non hanno posto, mentre loro "colleghi" (buoni solo a scaldare le sedie )restano incollati alle cattedre ? Quanta passione per l'insegnament e voglia di trasmetterla è sprecata per l'impossiblità di revocare l'incarico a chi non è in grado di educare i nostri figli? Se, come ho detto prima, non mi farei mai difendere da un avvocato incapace, per quale motivo devo accettare insegnanti che non sono grado di farlo? - 15/09/2009 11:33
secondosalvatore
Leggere e stupirsi. Un "lapsus lingue" del Ministro Gelmini considerato dal quotidiano > come un errore di grammatica. Questi, alcuni,cronisti che si attaccano su tutto, e pur di dire baggianerie leccherebbero la loro immagine allo specchio. - 15/09/2009 11:37
alchimista
Per max 51 : un insegnante di lettere , oltre alle ore di insegnamento ( 18 settimanali ) con tre materie che prevedano compiti scritti in classi di 30 alunni deve correggere qualcosa come 360 compiti a quadrimestre pari a 21 compiti a settimana. Sono altre 5 ore buone. Aggiungiamo il lavoro di preparazione delle lezioni, dei compiti, le varie relazioni da fare in corso e a fine anno su ogni alunno, i consigli di classe, le ore a disposizione per supplenze nello stesso istituto, i ricevimenti genitori. Se tu conoscessi la realtà di questo lavoro, sapresti che un insegnante di lettere, matematica, inglese, fa almeno quaranta ore reali di lavoro a settimana, e se è serio anche di più. In realtà molti della scuola sanno ben poco e capiscono ancor meno. Comunque è vero che la scuola è stata usata per anni come un ammortizzatore sociale per sistemare laureati ben poco portati all'insegnamento, come è certamente vero che ci sono insegnanti poco seri ed assenteisti. Inoltre non tutte le materie sono uguali. - 15/09/2009 14:52
Lisa
Nel Liceo Scientifico non ci sarà più alcuna continuità per latino italiano e inglese, con la riforma ( ad esempio inglese un corso dalla prima alla quinta= 3+3+4+3+4, e la somma dovrebbe fare 18, nè di più nè di meno, per non cambiare classi - una diciannovesima ora non verrebbe pagata, nè altre eccedenti), almeno finchè non tutte le classi verranno portate a 3 ore ( e non quattro, alcune, ma già, la lingua è importante, si diminuiscono le ore di insegnamento, tutte a tre in futuro). Se poi si vuole sul serio premiare il lavoro e il merito , perchè non si prende in considerazione il numero di allievi di un insegnante e i voti nello scritto ( non per tutti è uguale). Con le classi a 30 allievi, un insegnante di lingue ha più o meno 150 allievi, 450 compiti a quadrimestre, o più , da correggere,e faccio solo un esempio per lo scritto, non per il resto del lavoro "a casa". Si potrebbe poi fare un test serio, e uguale per tutti, di ingresso e uno di uscita, per vedere il lavoro svolto, ma questa è utopia... - Sono presenti 12 commenti
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