Il Foro Boario ospiterà fino al 28 ottobre una mostra sul disegnatore modenese. A 44 anni dalla nascita del Carosello, rivivranno Miguel, Tata, Svanitella e altri personaggi celebri. Presentate oltre 400 tavole originali
di Michele Manzotti
Modena, 17 settembre 2007 - Dedicato a chi ama l'arte, il fumetto e il cartoon. Ma anche quell'arte di confezionare spot pubblictari che non erano aggressivi, che raccontavano delle brevi storie e che sono identificati con la grande epopea di Carosello. Uno dei protagonisti, dietro le quinte almeno per il grande pubblico, era Paul Campani. Modenese, nato nel 1923 e morto nel 1991, Campani aveva creato personaggi indimenticabili per molti che sono cresciuti con il contenitore pubblicitario più noto della nostra Tv. Proprio la sua Modena ha deciso di onorarlo con una mostra “Paul Campani, dai disegni ai cartoon di Carosello” che si tiene al Foro Boario fino al 28 ottobre prossimo (per informazioni su orari www.paulcampani.it ).
Oltre a Toto e Tata, ecco l'omino con i baffi (caricatura del cavalier Alfonso Bialetti) tutt'ora marchio delle macchine da caffè, Miguel che arrivava dicendo “Miguel son mi”, Gioele e i suoi amici che divennero protagonisti di un album di figurine, Svanitella, I Briganti Mattacchioni, Gigino Pestifero, fino a Provolino, pupazzo divenuto partner dell'attore Raffaele Pisu. Tutti amici dei più piccoli, a cui facevano compagnia nell'epoca della televisione in bianco e nero e che venivano poi convinti ad andare a letto dopo Carosello. Oggi, divenuti grandi, possono vedere i disegni originali e alcuni filmati raccolti in Dvd, da guardare su sedie da bar rigorosamente anni '60 messe all'interno della mostra modenese .
Un'esibizione solo apparentemente nel segno della nostalgia, perché attorno ai Caroselli c'è tanta arte e al tempo stesso l'attività della Paul Film dove sono stati prodotti 100 chilometri di pellicola, oltre a disegni, spot e 200 sigle Tv. Negli studi modenesi passarono il già citato Pisu, Peppino di Capri, Giorgio Gaber, Ernesto Calindri e addirittura Louis Armstrong al ritorno da San Remo 1968. Un'attività conclusasi nel 1977 ma che non segnò la fine dell'arte di Campani che fino all'ultimo non smise mai di lavorare.
di Michele Manzotti