Possagno (Treviso), 26 settembre 2007 - Stregati dall'amore e sedotti dall’arte di Canova . Accade a Possagno nella candida Gipsoteca dove, per festeggiare i 250 anni della nascita del grande scultore, si celebra il ritorno in Italia di ‘‘Amore’’ incarnato nelle fattezze del principe Henryk Lubomirski. Una mostra dedicata al bello, all’arte, all’Eros. E alle alchimie che un’opera d’arte riesce ad accendere nei suoi ammiratori.
Canova e i suoi marmi, levigati e lucidi. Volti perfetti e forme sinuose, sguardi intensi: una perfezione incarnata nella materia che suscita, scuote, commuove. Fino a fare scattare la scintilla dell’Eros nell’occasione di una visita, di un incontro con queste forme classiche, con questo marmo che vibra nella sua immobilità, con questa bellezza che riesce a trasparire dalla materia rendendola quasi immateriale. È quella che gli psicologi hanno catalogato come ‘‘Sindrome di Rubens’’ e che deflagra fino a provocare nei visitatori una sorta di ‘‘rapimento erotico’’.
Le opere d’arte e gli ambienti dove sono conservate sono i catalizzatori di questa tempesta fisica ed emotiva e la Gipsoteca di Possagno e il Museo di Guggenheim di Venezia sono luoghi privilegiati degli incontri d’Eros e di arte. È il risultato di una ricerca curata dall'Ipsa (Istituto italiano di psicologia analitica) del professor Massimo Cicogna di Roma. Una scoperta scientifica che costituisce il contraltare della ‘‘Sindrome di Stendhal’’ che invece mette a fuoco il potere della comunicazione visiva. Le immagini agiscono e colpiscono il nostro inconscio fino a causare veri e propri stati di alterazione psico-fisica.
Arte che comunica, dialoga, interagisce prima della parola, prima della cultura, prima della razionalità. È il mistero della vertigine della comunicazione artistica: la base di quel dialogo immateriale che si perpetua nei secoli. E, nel caso di Canova, questo incontro con l’Amore a Possagno è ancora più forte per l’eccezionalità dell’ospite d’onore di questa mostra: l’abbagliante bellezza del principino tredicenne, immortalata in marmo da Canova conquistò molti estimatori che si contesero, a peso d’oro, copie e calchi del meraviglioso nudo.
Un’opera dalla storia intensa e intricata che assomiglia ad un romanzo e dall’epilogo appassionante. Canova aveva eseguito questo ritratto per volontà della bella principessa Elzbieta Lubomirski che, vedova, aveva eletto questo incantevole giovinetto, lontano parente del suo defunto marito, come sue inseparabile pupillo, portandolo con sé in un lungo tour europeo e dandolo, qualche anno dopo, in sposo a una sua nipote.
La collocazione temporanea del prezioso marmo è accompagnata, in Gipsoteca, da un percorso tutto dedicato al tema della Bellezza: 30 opere qui esposte comporranno questo percorso. Un percorso ancor più magico se fatto in notturna, magari cogliendo l’occasione delle ‘‘Visite alla tenue luce di Psiche’’ che, così come Canova era solito fare con i suoi ospiti, daranno vita a marmi e gessi con la fioca, calda luce di antiche lanterne.
Il Principe Lubomirski come ‘‘Amore’’ Possagno (Treviso), Gipsoteca e Casa del Canova Fino al 10 novembre 2007 Orario: 9 – 19 Ingresso alla Mostra e al Museo: interi euro 7, ridotti euro 4
di Natalia Encolpio