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MOSTRA A PERUGIA

Pinturicchio: riscoprire affreschi,
giardini e cappelle incantate

La mostra è realizzata nella sede della Galleria Nazionale dell’Umbria ed è collegata con Spello, per visitare la 'Cappella Bella' nella locale Chiesa di S. Maria Maggiore, capolavoro dell’artista. Pintoricchio mostra in quest’occasione la sua vera natura e la sua arte

                                                          di Natalia Encolpio

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Un'opera di Pintoricchio Perugia, 7 febbraio 2008- L’amore per il dettaglio, lo sfarzo dei particolari, la passione quasi maniacale per i dettagli, ovvero l’arte secondo Bernadino di Betto detto il 'Pintoricchio'.
Un pittore, un grande narratore, un abile e veloce affrescatore che lavora nella sua Umbria dove nasce a Perugia intorno al 1456, si sposta nella grande Roma dei papi e conquista anche l’accogliente Siena dove finisce la sua vita nel 1513.

 

Una parabola d’arte offuscata dal giudizio poco lusinghiero che il toscano Vasari riservava a lui e a tutti gli altri pittori non toscani. Un giudizio che negli anni ha relegato Pintoricchio in secondo piano rispetto a Perugino prima e a Raffaello dopo. Un pregiudizio che ha pesato nei libri di storia dell’arte e nella conoscenza di questo artista che tanto ha lavorato, che tanto ha dipinto, che tanto ha amato il suo mestiere.

 

Una mostra per rendere omaggio a Bernardino di Betto, un tour tra le meraviglie dell’Umbria per riscoprire affreschi e cappelle incantate. L’Umbria di Pintoricchio e l’arte di Bernardino: un dialogo a due voci per conoscere, esplorare, rivelare, pagine di arte e affreschi straordinari, Madonne eleganti e grottesche fantastiche.
Una mostra e vari itinerari per andare alla scoperta di Bernardino e delle sue Madonne elganti e raffinate, delle sue alchimie pittoriche e dei suoi giardini incantati.

Tappa clou sicuramente la Cappella Bella della Chiesa di Santa Maria Maggiore a Spello. Un tripudio di colori e di eleganza per raccontare l’annunciazione, la nascita e la disputa nel tempio. Un’opera importante, voluta da uno dei membri della potente familia dei Baglioni, che però Vasari ignora completamente. Da Spello a Perugia per la grande Pala della Madonna dei Fossi, capolavoro che troneggia al centro del percorso della mostra nella Galleria dell’Umbria. Accanto due opere che fanno da contraltare a Bernardino e segnano il crinale delle future rivoluzioni pittoriche: un Cristo morto di Perugino e un busto d’angelo di Raffaello. E in questo dialogo a tre si intuisce e si svela il destino e il futuro dell’arte rinascimentale italiana.
Bernardino: l’incipit, Perugino i prodromi del nuovo, Raffaello: l’arte del Rinascimento.

E Pintoricchio, liquidato da Berenson che definì la sua opera un 'intingolo ricco' per provinciali, mostra in quest’occasione la sua vera natura e la sua arte. Sa affabulare, raccontare, descrivere, rievocare. E’ un pittore che ama la preziosità del tardo gotico che sceglie di indugiare e non di sintetizzare.
La sua bellezza è fatta di natura e architettura che si fondono, di uomini e donne che vivono in equilibrio in spazi addolciti da piante e fiori. Pinturicchio descrive e raffigura sempre un’umanità elegante, raffinata, preziosa nelle vesti, negli ornamenti, negli arredi.
E Bernardino ama questa sua arte tessuta di vita e di luce, la ama e le rimarrà fedele, fino alla morte.
Non coglierà i refoli del cambiamento, non seguirà le novità toscane e fiorentine: rimarrà in questo suo hortus conclusus che sembra quasi un piccolo paradiso in terra.

ITINERARI
Sulle tracce di Bernardino di Betto si snodano una serie di mostre e itinerari d’arte.
Nucleo centrale degli eventi dedicati al Pintoricchio è la mostra realizzata a Perugia, nella sede della Galleria Nazionale dell’Umbria, collegata con Spello, per visitare la “Cappella Bella” nella locale Chiesa di S. Maria Maggiore, capolavoro dell’artista. Per l’occasione è stato inaugurato un particolare allestimento illuminotecnico che consentirà la migliore fruizione del prestigioso ciclo pittorico, accompagnato da un accurato apparato didattico per la presentazione degli aspetti storico-artistici, iconografici e tecnici dell’opera. Nella stessa sede spellana, saranno inoltre realizzate originali iniziative di accoglienza con proposte teatrali e percorsi guidati inediti alla città. Sempre a Spello, nella Pinacoteca, è ospitata una ricca mostra su 'Pintoricchio e le arti minori'.
Un particolare interesse sarà riservato alla “riscoperta” delle testimonianze pintoricchiesche ancora presenti nei luoghi di origine, che permetterà di ampliare l’offerta culturale con itinerari sul territorio coinvolgendo altri centri umbri, quali Trevi (Complesso Museale di San Francesco), Spoleto (Duomo), Orvieto (Duomo) , Città di Castello (Museo del Duomo), San Martino in Colle di Perugia (Chiesa della Madonna del Feltro), Spello (Chiesa di Sant'Andrea).

Per orari e intinerari:
wwwmostrapintoricchio.it
infoline@sistemamuseo.it

PINTORICCHIO FINO AL 29 GIUGNO 2008
Galleria nazionale dell’umbria
Tutti i giorni
2 febbraio- 30 marzo dalle 9.30 alle 19
31 marzo-29 giugno dalle 9.30 alle 20
(la biglietteria chiude un’ora prima)

di Natalia Encolpio










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