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ARCHEOLOGIA

Alla scoperta della Casa di Augusto
Finalmente visitabile la Domus

Le splendide sale mai viste della domus del primo imperatore romano, scoperta negli anni Settanta, perfettamente conservata, fa parte di un circuito imperdibile ai Fori, con il Colosseo e la mostra Trionfi Romani
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Imperatore Augusto Roma, 5 marzo - Uno dei siti archeologici più affascinanti di Roma antica saranno visitabili. Un'occasione per accostarsi a un palazzo strepitoso, un monumento scoperto negli anni Settanta.  Aprono al pubblico dal 10 marzo a Roma, con un'anteprima a inviti domenica 9, le splendide sale mai viste della Casa di Augusto, sul Palatino. E con l'occasione scatta l'obbligo di biglietto per entrare ai Fori, compresi da lunedì in un circuito di cui fanno parte il Palatino (e dunque la domus) e il Colosseo (compresa la mostra Trionfi Romani inaugurata in questi giorni). L'accesso all'intero circuito costerà 11 euro e non c' è' bisogno di prenotazione.


Scoperta negli anni '70, la Domus risale con tutta probabilità all'età tardo repubblicana quando Augusto non era ancora imperatore. Anni piu' tardi, per costruirsi una dimora piu' ricca e adatta al nuovo status, fu lui stesso a far seppellire questa casa, che forse proprio per questo si è conservata. In tutto sono quattro ambienti (sebbene la domus fosse naturalmente piu' grande), tre al piano di sotto - dove si e' ricostruito un ingresso con una grande rampa, una sala da pranzo (oecus) e un cubicolo - uno al piano di sopra, chiamato 'studiolo' perché gli studiosi ritengono ospitasse lo studio privato di Augusto.

 
Sono ambienti collegati tra loro e privi di finestre, che prendevano luce quindi solo dalla porta, con un affaccio allora su un grande giardino (oggi pero' sono chiusi da un muro d'epoca neroniana). A decorarli, affreschi di grande qualita', ritenuti, tra gli esempi piu' belli, insieme con quelli di Palazzo Massimo e della casa di Livia, del cosiddetto secondo stile. Pitture raffinate, anche se in qualche modo domestiche, che nel tempo erano cadute in terra, ridotte in frammenti anche piccolissimi.


E che sono state ricostruite, in almeno dieci anni di lavoro (il tempo passato e' molto di piu', ma gli interventi si fermavano spesso per carenza di finanziamenti) e certosina pazienza dagli esperti della sovrintendenza, che si sono succeduti. Per i restauri sono stati spesi 1 milione e 540 mila euro. Non sarà necessario prenotare per le visite, ma almeno nei primi giorni bisognera' prepararsi a fare la fila: per le piccole dimensioni delle sale e l'estrema delicatezza degli affreschi, l'ingresso alla Domus e' consentito solo a 5 visitatori per volta, con il controllo di custodi.

La Casa di Augusto sul colle Palatino custodisce uno dei cicli più alti e meglio conservati della pittura antica, un vero e proprio tesoro che, in attesa di aprire al pubblico a partire dal 5 marzo, viene raccontato da Irene Iacopi nel volume edito Electa dal titolo 'La Casa di Augusto. Le pitture'. Nel libro, la documentazione fotografica degli affreschi dei diversi ambienti che rendono visibili gli spettacolari dettagli delle decorazioni grazie alle immagini scattate da grandi maestri della fotografia in condizioni irripetibili.

Pagina dopo pagina si dipana la visita virtuale alla stanza 'delle Maschere' con la riproduzione, sulle pereti, di un palcoscenico e le maschere appoggiate alla cornice, importante per lo studio della prospettiva antica, i diversi punti di vista e il sapiente uso delle ombre; alla stanza 'dei Festoni di pino', schema decorativo diffuso nelle case pompeiane; alla rampa di accesso dalla volta
a botte a finti cassettoni; al cubicolo superiore, detto anche 'studiolo', ricomposto dopo un lungo e attento lavoro di restauro, con i riquadri in stucco a dipinti tradizionali, elementi architettonici insediati dalla vegetazione, cigni, calici, grifi alati, candelabri, fiori di loto (elementi che tradiscono l'origine alessandrina di un grande artista venuto a Roma.

 









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