Roma, 7 marzo 2008 - Ripensare la definizione di 'impressionista' attribuita a Renoir, analizzando, alla luce degli studi più recenti, gli anni ricchissimi della sua maturità stilistica. Questo l'intento di «Renoir. La maturità tra classico e moderno», la grande retrospettiva ospitata al Complesso del Vittoriano da domani fino al 29 giugno, che, attraverso circa 130 opere tra oli, opere su carta e sculture, provenienti da importanti musei pubblici e prestigiose collezioni private di tutto il mondo, documenta quaranta anni di attività del maestro francese, a partire dal celebre viaggio in Italia nell'autunno del 1881.
La rassegna, curata da Kathleen Adler ed organizzata da «Comunicare Organizzando» di Alessandro Nicosia, nasce sotto l'alto patronato del presidente della Repubblica, con il patrocinio del senato della Repubblica, della camera dei Deputati, del ministero degli Affari Esteri, del ministero della Pubblica Istruzione e dell'ambasciata di Francia in Italia, ed è promossa dal ministero per i Beni e le Attività Culturali, dagli assessorati alle Politiche Culturali e alle Politiche per la Semplificazione, la Comunicazione e le Pari Opportunità del comune di Roma, unitamente alla presidenza e all'assessorato alla Cultura, Spettacolo e Sport della della regione Lazio.
"Lo stretto coinvolgimento di Renoir - ha spiegato la curatrice Kathleen Adler - con il gruppo impressionista durò dalla fine del 1873 al 1877, un periodo brevissimo nell'arco di una carriera molto estesa. Se in quegli anni l'attenzione alla rappresentazione della vita moderna, tipica dell»impressionismò, era per il maestro francese una priorità, nel periodo successivo i suoi interessi subirono un mutamento sostanziale". Mutamento che prese corpo nei mesi trascorsi, tra l'ottobre del 1881 e il gennaio 1882, in Italia.
Attraversando la penisola da Venezia fino in Sicilia, Renoir, alla luce degli importanti esempi della tradizione classica e dell'arte italiana, ebbe modo di riflettere molto sulla propria poetica e di ridefinire il suo stile. Renoir aveva già iniziato ad avere la percezione che l'impressionismo fosse una strada ormai percorsa, ma il contatto con la straordinaria ricchezza della cultura e dell'arte italiana, ebbe su di lui una forte influenza. "Gli affreschi di Raffaello alla Farnesina e le pitture di Pompei ed Ercolano - secondo John House, membro del comitato scientifico e commissario internazionale della mostra - furono per Renoir una vera e propria rivelazione. La lezione che ebbe modo di apprendere in Italia, la conservò per tutta la sua vita"
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Oltre a presentare il viaggio italiano come un momento focale per il maestro francese, la mostra mette anche a fuoco la straordinaria varietà e diversità di tecniche e soggetti scelti dall'artista nella sua opera. Splendide opere che presentano nature morte, paesaggi, ma anche immagini di donne, fanciulle e madri, raffigurate nei gesti della quotidianità, figure di bambini ma anche rappresentazioni dell' 'uomo naturale'. Una grande retrospettiva che conferma l'intensa attività espositiva del Vittoriano negli ultimi anni.
"Vogliamo che il Vittoriano - ha spiegato il ministro per i Beni e le Attività Culturali, Francesco Rutelli - sia visto non solo come un'importante istituzione permanente ma anche come un luogo che ospita grandi eventi espositivi. Nel prossimo autunno ci sarà una grande rassegna dedicata a Picasso e nel 2009 stiamo pensando ad un grande mostra su Giotto". Parlando della retrospettiva su Renoir, il ministro ha ricordato come essa presenti «l'opera di un grande maestro della pittura, che ha amato l'Italia, attraversandola da Venezia fino a Palermo. In quel periodo il nostro paese - ha concluso Rutelli - pur vivendo delle difficoltà, era un punto di riferimento importante per la cultura mondiale, non solo come metà per il 'Grand Tour' ".
La rassegna 'Renoir. La maturità tra classico e moderno', si avvale di un comitato scientifico prestigioso, composto dai più importanti studiosi mondiali del maestro francese. Maestro francese che, secondo Louis Godart, consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico della presidenza della Repubblica Italiana "è un pò la sintesi dell'amore tra l'Italia e la Francia". A conferma, poi, della stretta collaborazione tra regione Lazio e Complesso del Vittoriano, faranno da contorno all'evento espositivo, in un'ottica di facilitazione dell'accesso alla fruizione del patrimonio culturale, una serie di iniziative importanti.
Proseguirà, infatti, l'esperienza già collaudata con la mostra dedicata a Gauguin che consentirà, ad una quota di insegnanti delle scuole superiori di tutte le province laziali, di visitare gratuitamente la mostra su Renoir.