Foto di viaggi ai quattro angoli del pianeta negli scatti di Andrea Majoli, fino al 19 aprile alla galleria Art to Design di Bologna via Portanova 12
di Olga Mugnaini
Bologna, 17 marzo 2008 - Viaggiare vuol dire tornare a casa con gli occhi pieni di immagini, suoni, profumi che restano in forma di ricordo. Ma il piccolo miracolo è riuscire a catturare l'essenza di un luogo e i contorni di un'emozione prima che spariscano, e fermarli sulla pellicola. Quello scatto è un atto creativo e in quel momento nascono le fotografie che diventano arte.
Andrea Maioli, che dietro le sue Nikon e Pratika si trasforma in Majoli, ha visto il mondo e l'ha saputo raccontare. Non solo con le parole del giornalista, come fa da più di vent'anni. Ma con le sue macchine analogiche, attraverso le quali inventa inquadrature che sono sintesi di sguardi molto più ampi di quelli abbracciati dall'obiettivo. I racconti di questi viaggi sono stati selezionati e riuniti in una mostra con diciassette opere - quasi tutte di grande formato e in quadricromia - esposte fino al 19 aprile alla galleria Art to Design di Bologna via Portanova 12, col titolo Dietro lo specchio.
Gli orizzonti di Majoli sono le città del mondo, così diverse e così straordinariamente sovrapponibili nei riflessi di un grattacielo o nello spigolo di una facciata. New York, ma non la frenesia a stelle e strisce, quanto le lame di luce che scolpiscono i contorni dell'ultima architettura di Frank O. Gehry a Chelsea, in un distillato di contemporaneità che rimandano a Londra, Sydney, Johannesburg, Parigi. E poi il gioco tra antico e moderno, in un continuo rimando di suggestioni, tanto che le atmosfere moresche dell'Alhambra si confondono con le nebbie di un'ipotetica periferia metropolitana. O ancora i mascheroni dallo sguardo tribale dipinti sui brandelli dell'ormai vecchio muro di Berlino che potrebbero tranquillamente affacciarsi su pareti rocciose del Madagascar.
Lo stesso Majoli racconta: "Questo foto sono state scattate in vari angoli del mondo, ma non esiste alcuna riconoscibilità geografica o 'turistica'. Sono tutti 'non luoghi' in qualche modo fantastici che potrebbero appartenere a qualsiasi posto. Sono visioni disancorate, prive di punti cardinali. Più che altro, sensazioni".
di Olga Mugnaini