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VIENNA

Le tele disegnate di Van Gogh
La grande retrospettiva all'Albertina

Ben oltre il cliché del genio incompreso, la mostra allestisce i grandi quadri del pittore olandese accanto ai suoi disegni, per mostrare come la straordinaria pennellata di colore derivi dalle sue doti di disegnatore. 140 le opere provenienti da una sessantina di collezioni di tutto il mondo

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Vincent Van Gogh Vienna, 3 settembre 2008 - Un aspetto inedito di Vincent Van Gogh al centro della mostra che il museo Albertina di Vienna dedica al geniale pittore olandese. 'Tele disegnate' è il titolo della grande retrospettiva che mette in mostra il pittore, il cui genio rivoluzionò l'arte del XIX secolo, a confronto con il disegnatore, meno conosciuto al pubblico. Si tratta della più grande esposizione dedicata in Austria all'artista da mezzo secolo a questa parte realizzata in cooperazione con il museo Van Gogh di Amsterdam ed è stata assicurata per un valore di tre miliardi di euro.

 

"Abbiamo voluto andare oltre ai cliché da film Hollywood del genio incompreso e alla semplice presentazione di questo grandissimo artista le cui opere entusiasmano allo stesso tempo gli esperti e il grande pubblico al punto da essere riprodotte continuamente nei calendari e nei poster in tutto il mondo'', ha detto il direttore dell'Albertina Klaus Albrecht Schroeder alla presentazione della mostra alla stampa. "Presentando le tele accanto ai disegni - ha detto - abbiamo aggiunto qualcosa di veramente nuovo alle innumerevoli pubblicazioni e rassegne su Van Gogh e facciamo vedere quanto la pennellata espressiva che caretterizza le sue tele sia frutto delle sue grandi doti di disegnatore''.

 

Avendo deciso di diventare artista a 27 anni dopo aver lavorato senza successo come aiuto-insegnante, venditore di libri, predicatore laico e impiegato presso la rinomata società di commercio di opere d'arte Goupil & Cie, Van Gogh cominciò a disegnare contadini, tessitori, capanne e vedute di Nuenen, dove il padre era pastore protestante. ''Da questi primi anni si vede come Van Gogh sviluppò in brevissimo tempo una grande maestria di disegnatore, mentre all'inizio non fu un grande pittore'', ha detto Schroeder.

 

Saranno infatti le esperienze a Parigi che cambieranno totalmente l'arte di Van Gogh: ''Arrivato a Parigi nel 1886 ed entrato in contatto con gli impressionisti, Van Gogh scoprì che il suo stile era scuro e demodé'', e di punto in bianco lo ribaltò totalmente impiegando colori accesi e luminosi'', ha aggiunto. E' qui che sviluppò la tecnica di disegnare col penello intinto nel colore o applicare il colore sulla tela direttamente dal tubetto. La mostra presenta anche molte opere degli ultimi due anni di vita, i più importanti per la sua produzione artisitica, quando il pittore era già afflitto da gravi disturbi psichici. Anni trascorsi ad Arles, in Provenza, nell'ospedale psichiatrico di Saint-Remy, e a Auvers, nei pressi di Parigi, dove si suicidò a fine luglio 1890.

 

La mostra espone dal 5 settembre all'8 dicembre 140 opere, di cui 51 tele e 89 tra i suoi più importanti acquarelli e disegni prestati da una sessantina di collezioni di tutto il mondo, tra cui il museo Van Gogh di Amsterdam, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Musee d'Orsay di Parigi, la Galleria d'Arte Moderna di Milano e la Galleria Nazionale d'arte moderna di Roma. La mostra, aperta al pubblico dal 5 settembre all'8 dicembre, è accompagnata da un poderoso catalogo di oltre 450 pagine.










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